Sanità

mar62018

Elezioni politiche, i dati e le incertezze dopo lo spoglio

Elezioni politiche, i dati e le incertezze dopo lo spoglio
Ora che lo spoglio delle schede è terminato si può affermare con certezza che dalle urne escono due vincitori, un partito, il Movimento 5 Stelle, e, una coalizione, il cento destra. Sconfitta netta invece per le forze di centro sinistra e sinistra. Passando ai numeri, l'affermazione dei pentastellati è oltre ogni aspettativa, oltre il 32 per cento dei consensi sia alla Camera sia al Senato, che corrispondono, rispettivamente, a 221 e 112 seggi. Crescita vertiginosa, rispetto alle elezioni del 2013, per la Lega, che supera in entrambe le Camere la soglia del 17% garantendosi 73 deputati e 37 senatori. Per quanto riguarda le altre componenti del centro destra, Forza Italia si attesta al 14% alla Camera e poco oltre al Senato, mentre Fratelli d'Italia fa segnare un 4,3% in entrambe le Camere. Noi con l'Italia, "quarta gamba", della coalizione, non ha raggiunto il quorum del 3%. Crollo verticale per il Partito democratico, che non supera il 19%, ottenendo 86 seggi alla Camera e 43 al Senato. Si fermano sotto la soglia del 3% le altre componenti della coalizione: +Europa, Insieme e Civica Popolare.

Al di fuori della coalizione, il neonato Liberi e uguali non va oltre il 3,3% distribuzione dei seggi alla Camera come segue: 260 al centro destra, 221 ai 5 Stelle e 112 al centro sinistra. Al Senato invece i seggi assegnati sono 135 al centro destra, 112 ai 5 Stelle e 57 al centro destra. Osservando la grafica pubblicata da vari quotidiani sulla distribuzione territoriale dei seggi uninominali, si ricava che il centro e il nord della Penisola sono a forte prevalenza di centro destra, mentre l'Italia meridionale e insulare è quasi tutta appannaggio dei 5 Stelle. Poche le presenze "rosse", localizzate nelle regioni storicamente di sinistra. Elencati i numeri, emerge a occhio nudo l'impossibilità di varare una maggioranza di governo che non sia frutto di accordi post elettorali. Né 5 Stelle né centro destra hanno i numeri per governare da soli. Quelli che ci aspettano sono settimane e forse mesi di trattative per trovare soluzioni alternative. Extrema ratio: tornare a votare tra qualche mese. Infine le elezioni regionali. Netta la vittoria di Fontana in Lombardia, per il centro destra, più risicata quella di Zingaretti, che si conferma governatore del Lazio.


Giuseppe Tandoi
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