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mag182018

Emicrania, Fda approva il primo farmaco preventivo

Emicrania, Fda approva il primo farmaco preventivo
La Food and Drug Administration (Fda) ha approvato l'utilizzo di erenumab per i pazienti con emicrania. Il farmaco, un anticorpo monoclonale è disponibile in una formulazione autoiniettabile che si somministra una volta al mese ed è un antagonista del recettore del peptide correlato al gene della calcitonina (Cgrp). È il primo di questa nuova classe a ricevere l'approvazione della Fda. «Erenumab offre ai pazienti una nuova opzione per ridurre il numero di giorni con emicrania. Abbiamo bisogno di nuovi trattamenti per questa condizione dolorosa e spesso debilitante», ha dichiarato in un comunicato stampa Eric Bastings, vice direttore della Divisione Prodotti Neurologici del Centro per la Valutazione e la Ricerca sui Farmaci dell'Fda. L'approvazione arriva in concomitanza con la Giornata nazionale del mal di testa 2018, che si tiene il 19 maggio e la cui importanza è attestata dalle cifre epidemiologiche: solo in Italia, il mal di testa colpisce oltre 26 milioni di persone e la patologia è stata inserita dall'Organizzazione mondiale della sanità tra le prime dieci cause di disabilità al mondo. «La giornata ha il senso di sensibilizzare chi soffre e non si cura e chi non soffre e non conosce qual è il problema», sintetizza Fabio Frediani, presidente Anircef (Associazione neurologica italiana per la ricerca sulle cefalee) e direttore dell'Uoc Neurologia e stroke unit all'Ospedale San Carlo di Milano. «Una valanga di dati ci dice che i pazienti emicranici non sono curati come si deve» commenta Fabio Frediani, presidente Anircef (Associazione neurologica italiana per la ricerca sulle cefalee) e direttore dell'Uoc Neurologia e stroke unit all'Ospedale San Carlo di Milano, «è un problema che da molti anni stiamo tentando di risolvere, sensibilizzando l'opinione pubblica che non conosce l'entità del fenomeno e i pazienti stessi che sanno quanto soffrono ma non sanno che ci sono le terapie».

È importante che i pazienti sappiano che presto avremo a disposizione, per la prima volta, di molecole efficaci per una terapia di prevenzione, mentre le avevamo già per la terapia sintomatica dell'attacco. «Molecole innovative usciranno a breve e altre in futuro» continua Frediani «e gli studi preliminari attestano un'efficacia terapeutica che supera i risultati ottenuti in passato con molecole non specifiche, che davano qualche risultato ma con molti effetti collaterali. Quindi oggi abbiamo sicuramente una possibilità in più, perché queste molecole sono sintetizzate per bloccare il meccanismo specifico dell'emicrania e non del dolore: non sono antidolorifici ma antiemicranici». L'esperto spiega che si considera efficace un farmaco «quando otteniamo la riduzione di almeno il 50% degli attacchi e con le nuove molecole si ottiene in circa il 75% dei casi, si ha dunque un alto tasso di efficacia, che certamente dovrà essere confermato nella pratica clinica. Ma la cosa che colpisce è che usando questi farmaci anche a lungo termine si arrivi senza effetti collaterali ad avere un paziente su quattro senza più attacchi nell'ultimo mese di valutazione, quando prima della terapia soffriva di due o tre giorni di emicrania ogni settimana».
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