Sanità

nov102017

Enpaf, Croce: processo di riforma avviato, l'ente assicura il proprio impegno

Enpaf, Croce: processo di riforma avviato, l’ente assicura il proprio impegno
Riforma dell'Enpaf, perdita della riduzione contributiva, requisiti e partecipazione ai concorsi. Questi i temi su cui il presidente dell'ente di previdenza e assistenza dei farmacisti, Emilio Croce, fa alcune precisazioni rispondendo a un recente comunicato del Conasfa che chiedeva con "estrema urgenza" una riforma ed entrava nel merito di alcune specifiche criticità dal punto di vista del farmacista collaboratore.
In particolare, Croce ricorda che «la gestione dell'Enpaf è imperniata sulla copertura pensionistica dei soggetti che esercitano l'attività professionale di farmacista, ciò è confermato dalla circostanza che tra i requisiti per il pensionamento è previsto lo svolgimento di almeno 20 anni di attività professionale e 30 di iscrizione e contribuzione. Conservare l'iscrizione all'Albo e, dunque, all'Enpaf, da parte di un soggetto che non ha prospettive stabili o immediate di svolgere attività professionale è una scelta che non risponde a una logica di tutela previdenziale. La Costituzione, peraltro, non riconosce tutela previdenziale alla condizione di disoccupazione che è, invece, oggetto di tutela con le misure a sostegno del reddito dell'assistenza sociale generale».
E in merito ai requisiti richiesti la cui mancanza comporta la perdita della riduzione, chiarisce: «Solo alcune categorie di iscritti non hanno titolo ad alcun tipo di riduzione contributiva - i titolari e i soci di società di gestione di farmacia privata, i collaboratori di impresa familiare e gli associati agli utili nell'ambito della stessa, i titolari, i soci e gli associati agli utili nell'ambito delle c.d. "parafarmacie" e gli iscritti che esercitano attività professionale in regime di lavoro autonomo».
Ricorda inoltre, che il Regolamento Enpam, ente analogo rivolto ai medici, «conserva l'iscrizione per tutti i soggetti imponendo un contributo minimo che può arrivare fino a circa 1.500 euro sul presupposto di una presunzione di esercizio dell'attività professionale, nell'ambito di un sistema contributivo e previdenziale del tutto differente da quello vigente per l'Enpaf».

Per quanto riguarda l'esigenza di partecipare ai concorsi, Croce spiega che l'iscrizione all'Albo e, quindi, alla Cassa «non implica, come conseguenza, l'obbligo di versare la contribuzione in misura intera; l'interessato, ove acquisisca la condizione di disoccupato temporaneo e involontario, può accedere, infatti, a tutte le aliquote di riduzione previste, incluso, se nel diritto, il contributo di solidarietà. L'esclusione dal contributo di solidarietà degli iscritti ante riforma è stata, comunque, una misura segnalata dai Ministeri vigilanti, che già non avevano espresso una valutazione favorevole rispetto alla presenza di una categoria di iscritti versanti contribuzione non utile ai fini pensionistici e che, in ogni caso, non intendevano estendere una simile misura agli iscritti pre riforma che già avevano con l'Enpaf un rapporto previdenziale alle spalle». Si aggiunga, prosegue il presidente Enpaf che «la riforma della gestione previdenziale Enpaf che introducesse il metodo di calcolo contributivo e, dunque, un sistema di contribuzione correlata al reddito comporterebbe il richiamo all'interno della gestione previdenziale di tutti gli iscritti, anche di quelli che attualmente versano il contributo di solidarietà».

Sull'estensione da 5 a 7 anni, quale periodo massimo di disoccupazione per il mantenimento della riduzione contributiva o del contributo di solidarietà, Croce sottolinea che «è stata temporalmente circoscritta dai Ministeri vigilanti; in ogni caso la temporaneità della riduzione per i disoccupati è una disposizione che si inquadra nel sistema pensionistico dell'Enpaf quale sopra è stato descritto, diretto a fornire tutela previdenziale agli iscritti che svolgono attività professionale. Essendo l'Enpaf un'istituzione anche assistenziale, che ha il compito di garantire la protezione agli iscritti che si trovino in maggiore difficoltà economica, è normale che rivolga le proprie iniziative anche a coloro che si trovano in condizione di disoccupazione temporanea e involontaria».
E infine, la riforma: «È noto che l'Enpaf ha avviato da tempo un processo di riforma complessiva - scrive Croce - che ha condotto all'approvazione di un nuovo Regolamento di assistenza. La riforma del settore previdenziale che, in ogni caso, non è determinata da esigenze finanziarie, impone che le diverse componenti della Categoria abbiamo la consapevolezza di elaborare proposte, percorribili sul piano normativo ed economico, rispetto alle quali l'Enpaf assicura il proprio impegno.(SZ)
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