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Politica e Sanità

29 Agosto 2018

Rapporto Osmed/2: spesa privata in rialzo per farmaci di marca e in fascia C al nord


Il calo della spesa pubblica nelle farmacie e un po' in tutti i comparti, ospedale a parte, si traduce in una crescita netta del dato sulla spesa privata delle famiglie. Lo dice il Rapporto Osmed 2018 dell'Aifa: questa spesa lo scorso anno è salita a 8,806 miliardi di euro tra medicinali di classe A acquistati privatamente e medicinali di classe C, con un +7,1% rispetto al 2016. L'aumento in dettaglio è dell'8% per i farmaci in classe C, del 12% per l'automedicazione, pari al 9% della spesa totale, e del 10% negli esercizi commerciali (fanalino di coda con 1% di tutta la spesa, poco più di 300 milioni di fatturato). Una sorpresa è nell'area dei ticket, dove - ha rilevato tra gli altri Nino Cartabellotta della Fondazione Gimbe - se la quota fissa per ricetta è in calo da 558 a 498 milioni di euro, la quota differenziale sul prezzo di riferimento pagata dai cittadini che preferiscono il farmaco di marca rispetto all'equivalente è aumentata del 20%, da 878 milioni a 1,05 miliardi di euro.

Brevetto scaduto
La spesa per la differenza tra il prezzo del medicinale a brevetto scaduto e il prezzo di riferimento dell'equivalente è cresciuta nel 2017 del 2,8%. La spesa per farmaci a brevetto scaduto, originator ed equivalenti, è più concentrata sui farmaci cardiovascolari (dove incide per il 61,4%) e su quelli dell'apparato muscolo scheletrico dove incide per il 47,3% sulla spesa convenzionata. Pantoprazolo, lansoprazolo, omeprazolo ed esomeprazolo sono tra i primi venti principi a brevetto scaduto venduti. Emilia Romagna e Umbria sono le regioni dove più incide la spesa per farmaci a brevetto scaduto sulla farmaceutica territoriale (oltre il 63% in valore e l'81% in confezioni); Lombardia con il 55% e Abruzzo con meno del 57% sono le regioni con il livello di spesa più basso. Calabria, Basilicata e Campania hanno mostrato le più alte percentuali di spesa 2017 per i farmaci che hanno goduto di copertura brevettuale (sopra l'82%), mentre Trento-Bolzano e Lombardia hanno evidenziato la più alta incidenza di spesa per i farmaci equivalenti (tra il 33 e il 39%). Boom dei biosimilari: +65% epoetine (con una riduzione dell'8% della spesa nel segmento), +101% somatropina (-4,4% di spesa), +34,8% i fattori di crescita (-6,9% di spesa).

Automedicazione e fascia C
La spesa a carico del cittadino per medicinali che il Ssn non passa è stata, a livello nazionale, pari a 98 euro pro capite, con un massimo in Liguria di 136,7 euro a testa e un minimo di 61 euro in Umbria. Nel 2017 la spesa per farmaci di classe C si è attestata a oltre 5,6 miliardi di euro, di cui il 51% (2,9 miliardi) è relativo a farmaci con ricetta e il 49% (2,7 miliardi) a farmaci di automedicazione, Sop e Otc. In classe C con ricetta si è venduto l'8,5% in più in pezzi, e i prezzi sono rimasti stabili. Al Nord si spende il 18% in più che al Sud. Il paracetamolo, con 143 milioni di euro, è il principio con la spesa più elevata e rappresenta il 5% del totale. Tadalafil, lorazepam e alprazolam sono altri principi con spesa superiore a 100 milioni di euro, in aumento sul 2016. Le benzodiazepine, categoria più acquistata, rappresentano il 18% della spesa e il 26% delle Daily defined dose della classe C con ricetta. Le confezioni erogate a privati diminuiscono di meno di un punto percentuale (-0,7%) in quantità e del 2,4% in termini di prezzi medi, in parte perché cresce l'uso di principi a brevetto scaduto e in parte per l'erogazione di medicinali attraverso i canali alternativi della distribuzione diretta e per conto.

Mauro Miserendino

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