Sanità

giu192019

E-Order, da ottobre obbligo verso enti del Ssn. Cosa cambia per le farmacie

E-Order, da ottobre obbligo verso enti del Ssn. Cosa cambia per le farmacie

E-Order, da ottobre obbligo emissione e trasmissione elettronica dell'ordine di acquisto di beni e servizi. Il punto con Daniele Marazzi

Dopo la fatturazione elettronica e la trasmissione e memorizzazione telematica dei corrispettivi giornalieri, obbligo a cui anche le farmacie - quelle con fatturato sopra i 400mila euro - sono chiamate dal primo luglio, all'orizzonte c'è un ulteriore passaggio, in partenza il primo ottobre: l'emissione e trasmissione elettronica dell'ordine di acquisto di beni e servizi, attraverso il Nodo di smistamento degli Ordini (Nso), il sistema di gestione che opera presso il Ministero dell'Economia e delle finanze (Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato). Un obbligo che, in questa prima fase, riguarda le relazioni commerciali tra gli enti del servizio sanitario nazionale, i soggetti (anche privati) che ordinano per conto di tali enti, i loro fornitori e intermediari, ma che potrebbe avere, proprio come è avvenuto nel percorso della fatturazione elettronica, ulteriori sviluppi.
Sul tema c'è ancora poca informazione e ci si interroga su chi potrà essere toccato. Abbiamo fatto un punto con Daniele Marazzi, Consigliere Delegato del Consorzio Dafne, che in una intervista a F-Online, ha spiegato come funziona e in che maniera e con che tempi farmacie e distribuzione intermedia potrebbero venire coinvolte. «La Pubblica Amministrazione» spiega Marazzi «sta vivendo un momento di profonda trasformazione, volto a rendere più efficienti i propri processi grazie all'adozione di tecnologie digitali. L'obiettivo finale di questo percorso è quello di ottimizzare la spesa pubblica, grazie alla disponibilità di dati e informazioni aggiornate in real-time, e, all'interno di questo processo di innovazione, si collocano tutti i progetti di digitalizzazione del cosiddetto "ciclo dell'ordine". Tra questi, di grande impatto è stato l'obbligo di Fatturazione Elettronica verso la PA - in cui l'Italia si è dimostrata "pioniere" a livello Europeo - poi esteso a tutti».
Ma un ulteriore step è rappresentato dal «decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze, firmato il 7 dicembre 2018, che sancisce appunto, dal primo ottobre di quest'anno, l'obbligo di trasmissione elettronica dei documenti informatici attestanti l'ordinazione e l'esecuzione degli acquisti dei beni e servizi tra gli enti del Servizio sanitario nazionale - nonché i soggetti che effettuano acquisti per loro conto - e i fornitori».

Come funziona?
«Il Nodo Smistamento Ordini (Nso)» si legge nel whitepaper messo a disposizione dal Consorzio Dafne, «eÌ un elemento cardine del sistema Acquisti Pubblici in Rete, attraverso cui, a tendere, dovranno transitare tutti gli ordini di acquisto di beni e servizi». Nel suo funzionamento «è concettualmente simile al Sistema di Interscambio usato per le Fatture Elettroniche e gestirà la validazione e la trasmissione dei documenti (oggi ordini e relative risposte, domani anche Ddt) tra i soggetti pubblici coinvolti e loro fornitori». I primi utenti, per i quali l'obbligo parte da ottobre, saranno «tutti gli Enti afferenti al Servizio Sanitario Nazionale e chi effettua acquisti per conto di questi. In particolare si tratta di «fornitori di beni (farmaci, dispositivi medici, arredamenti, strumentazione, ...) e servizi (generali, alla persona, pulizie, manutenzione, ristorazione, ...). Sono escluse le Farmacie Comunali, le Strutture Sanitarie Private Convenzionate e tutti gli altri Enti Pubblici (Caserme, Strutture detentive, ...)». A essere implicati sono «tutti gli ordini a cui poi seguirà una fattura elettronica (ordini di acquisto, di comodato d'uso, di riparazione, di apertura conto deposito, di noleggio bene, di fatturazione e ripristino, di prodotti a scorta, di transito occasionale, di fatturazione). Per quanto riguarda le regole tecniche, sono state «emanate il 15 marzo dalla Ragioneria Generale dello Stato».

Quali impatti per grossisti e farmacie?
«Va considerato» continua Marazzi «che indipendentemente dalle quantità, qualsiasi ordine di fornitura che coinvolgerà i primi utenti indicati dalla normativa andrà veicolata attraverso il Nodo Centrale che dialoga con le altre piattaforme della PA e per questo occorre farsi trovare pronti. Sia pure in misura minoritaria, ci viene segnalato che può capitare di ricevere ordini dagli enti del Ssn, soprattutto per quanto riguarda la distribuzione intermedia». Ma anche per «le farmacie, non si può escludere un impatto già dal primo ottobre e solo chi vive quotidianamente la propria farmacia può dire con certezza in che misura. Per questo, il nostro consiglio è che ogni titolare faccia mente locale su quali sono le proprie movimentazioni e si attrezzi di conseguenza. Il passaggio, va detto, non è particolarmente complicato, ma è necessario prepararsi in anticipo, anche nel caso in cui, appunto, gli ordini siano pochi».

E in futuro?
Oltre a questo, «c'è poi una questione di prospettiva: è già insito nel decreto attuativo una estensione dell'e-Order alla Pa in senso generale, con ricadute che a quel punto saranno maggiori. Per altro, il parallelo con la fatturazione elettronica è utile e ci fa leggere la sanità pubblica come un punto di partenza: trattandosi di un processo di efficientamento, ci potrebbe essere, anche in tempi non eccessivamente lunghi, un allargamento potenziale al mondo sanità convenzionata - tra cui case cura, Rsa, ecc. - e ad altri settori».

Proprio per sostenere la filiera, il Consorzio Dafne si è attivato organizzando un ciclo di appuntamenti sul territorio per spiegare la normativa, i soggetti interessati e gli eventuali passaggi da compiere per essere pronti. L'iniziativa, realizzata con il contributo non condizionante di Bayer, Boehringer Ingelheim e Janssen, è patrocinata da AgID, Assogenerici, FARE, Farmindustria, FIASO e SIFO e vede la collaborazione di ACMI, ADF, ASCOFARVE, ASSORAM, AssoSoftware, ConfCooperative Sanità, Credit Management, Federfarma Servizi e la partecipazione di Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano.

Francesca Giani
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