Clinica

set272011

Eparina ultra-light previene trombosi in pazienti oncologici

Si apre una nuova era nell’area delle eparine a basso peso molecolare. Entrano in campo le cosiddette “ultraleggere” che promettono un’azione antitrombotica con ridotti rischi emorragici.
Capostipite della famiglia è semuloparina, presentata nei giorni scorsi a Stoccolma durante l’European multidisciplinary cancer congress. Si tratta di una molecola di soli 2.500 Dalton, studiata al momento come arma per la profilassi di eventi tromboembolici in pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia.
La trombosi venosa profonda, e la sua complicanza più temuta, ovvero l’embolia polmonare, rappresentano una subdola minaccia per chi viene colpito da cancro. Già la malattia di per sé, infatti, è nota per essere un fattore scatenante il processo coagulativo, ma anche diversi agenti chemioterapici hanno ormai dimostrato la loro capacità di aumentare il rischio di Tvp .
A Stoccolma sono stati presentati i risultati dello studio Save-Onco, condotto su 3.212 pazienti con tumore localizzato in stadio avanzato o metastatico e che avevano iniziato un trattamento chemioterapico. Randomizzazto in doppio cieco, lo studio mirava a verificare l’efficacia di semuloparina 20 mg uid (durata media del trattamento, 3,5 mesi) vs placebo nel prevenire Tvp sintomatica, embolia polmonare non fatale e morte legata a Tvp.
«Il farmaco si è dimostrato in grado di ridurre del 64% l’incidenza degli endpoint primari, portandola da 3,4% nel gruppo placebo a 1,4 nei trattati con semuloparina» afferma Giancarlo Agnelli, direttore del Dipartimento di Medicina interna all’Univesrità di Perugia e coordinatore del trial. «L’effetto è indipendente dallo stadio e dalla localizzazione del tumore, considerato che nello studio erano contemplati soltanto casi di neoplasia polmonare, di colon-retto, stomaco, ovaio, pancreas e vescica. Il rischio di sanguinamenti è stato del 2,8 nel gruppo semuloparina e 2% nel gruppo placebo, mentre il l’incidenza  di emorragie gravi è risultato del tutto sovrapponibile, 1,2% vs 1,21».
La molecola è un’eparina a peso molecolare ultra-leggero altamente ingegnerizzata che consente un’elevata selettività d’azione nei confronti del fattore Xa della coaugulazione e un effetto minimo sulla trombina, con il risultato conseguente di un’azione antitrombotica a minor rischio emorragico, oltre al vantaggio, della monosomministrazione giornaliera.
«Save-Onco è il più ampio e completo trial mai condotto nel campo della prevenzione del tromboembolismo in pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia e, considerato che al momento non vi sono farmaci approvati con questa indicazione, l’auspicio è che anche le linee-guida internazionali possano tener conto nel prossimo futuro di questi nuovi dati».
Entro fine anno verrà sottoposta a Ema e Fda richiesta di approvazione per la nuova eparina.


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