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set192016

Epatite C, Fnomceo: rendiamo i farmaci disponibili a tutti i malati

Epatite C, Fnomceo: rendiamo i farmaci disponibili a tutti i malati
Estendere l'utilizzo dei nuovi farmaci che annullano la presenza del virus dell'epatite C nel sangue a tutti i malati che ne abbiano l'indicazione clinica, in modo da eradicare il virus. A proporlo un ordine del giorno del Consiglio nazionale Fnomceo riunito a Bari, che ha dato mandato al Comitato Centrale «di intervenire presso il ministro della Salute per perseguire con ogni mezzo il conseguimento di atti legislativi e giuridici capaci di estendere l'accesso alle terapie anti epatite C per tutti gli aventi indicazione clinica e diritto». In questo modo si potrebbe estendere la cura a tutti coloro che hanno il virus, una possibilità finora considerata insostenibile dal punto di vista economico. Ma come attuare questa strategia?

Fnomceo richiama l'accordo generale sulla proprietà intellettuale (Trips) raggiunto nel 1994 a Marrakesh e alla successiva dichiarazione di Doha del 2001. In base ai documenti approvati in quelle sedi, spiega il Consiglio nazionale Fnomceo, vista la situazione d'emergenza per la salute pubblica, potrebbero esserci le condizioni affinché lo Stato chieda, pagando una royalty alla casa farmaceutica, di poter produrre il generico, ovviamente a un prezzo inferiore. «Pur nel giusto riconoscimento del diritto dell'industria farmaceutica, - sostiene la FNOMCeO - quando sono in campo la tutela della salute e costi sostenibili per il Ssn, il principio etico deve prevalere su ogni altro diritto, ancor più se commerciale».


Renato Torlaschi
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