Sanità

mag72014

Epatite C, Patto salute e Aifa: i temi al centro dell’Agenda Lorenzin

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Un piano nazionale per l'eradicazione dell'epatite C basato sui farmaci innovativi in arrivo, il Patto per la Salute concluso subito dubito dopo le elezioni e una riforma dell’Aifa orientata sul modello Fda. Sono questi i temi annunciati dal ministro Beatrice Lorenzin durante un incontro con Abbvie azienda produttrice di uno dei tre farmaci per il trattamento dell'epatite C in corso di registrazione. Il ministro ha sottolineato che bisogna «far comprendere ai cittadini che stanno arrivando farmaci che salvano vita delle persone con grande impatto anche umano che però sono molto costosi» e ha dichiarato: «Io tratterò sul prezzo, ma dall'altra parte bisognerà fare qualche sacrificio». Lorenzin ha aggiunto che non è accettabile che i farmaci vengano «dati con politiche selettive, solo ad alcuni malati» e poiché «sono scelte che non può fare solo il ministro della Salute, il piano nazionale sarà portato in consiglio dei Ministri». Ma sui farmaci è necessario trovare un compromesso: «Da una parte le aziende fanno scoperte, ma dall'altra gli stati non possono andare falliti, bisogna trovare un modo di convivenza che oggi vale per l'epatite C, domani per l'Alzheimer, dopodomani per il Parkinson».
L’intervento del ministro si è ampliato al Patto per la salute, «tenuto intenzionalmente fuori dalla campagna elettorale, perché saranno necessarie delle scelte che non possono essere popolari da subito». Al momento, ha spiegato, «i direttori generali del ministero stanno lavorando insieme alla conferenza Stato- Regioni e dopo la campagna elettorale ci riuniremo per chiudere». Il Patto, ha detto, dovrà prevedere «impegni più stringenti per le Regioni legati anche a delle clausole di salvaguardia», «una riprogrammazione della sanità, nuovi modelli e nuove best practice, e un sistema di gestione reale che entra dentro le singole aziende» ma anche una digitalizzazione dei dati che «Regioni, farmacie, medici devono fornire così da permettere la tracciabilità della spesa sanitaria, che ci potrebbe dare sette miliardi di euro di risparmi». Infine, ha annunciato l’ipotesi di una riforma dell’Aifa che la renda più simile all'Fda americano: «Ho fatto un decreto per abbreviare a 100 giorni i tempi di registrazione dei farmaci da parte dell'Aifa ma molto spesso non ce la fa perché non è strutturata per essere produttiva con i tempi che richiediamo per il modo stesso in cui è costruita. Questa è la riforma che dobbiamo fare, per avere un'Aifa come l'Fda, con tempi veloci. A questo va affiancata una politica del farmaco nazionale e non regionale, perché le Regioni hanno problemi di budget e spesso perdono di vista problemi complessivi, e anche dopo che l'Aifa ha deciso, rallentano le procedure».

Simona Zazzetta


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