Politica e Sanità
24 Giugno 2016Dopo l'Assemblea di Farmindustria e le dichiarazioni fatte dal presidente Massimo Scaccabarozzi nel suo discorso introduttivo, torna al centro del dibattitto il tema dell'equivalenza terapeutica. Un principio che tocca l'industria del farmaco, ma anche e soprattutto la medicina generale che è quella più prossima al paziente. «L'equivalenza terapeutica - ha spiegato il segretario della Fimmg, Giacomo Milillo, intervistato da Farmacista33 a margine dell'Assemblea di Farmindustria - mina totalmente la medicina generale, sebbene non sia l'unica cosa a farlo». Secondo Milillo non esiste, infatti, una definizione di equivalenza terapeutica ma sarebbe di fatto un concetto assolutamente inventato. «Questo principio - aggiunge - si basa sul fatto che su un foglietto illustrativo l'indicazione prevalente sia uguale ad un'altra. Si assimilano, cioè, due farmaci sulla base del foglietto illustrativo, e questo costituisce un doppio salto mortale d'ignoranza applicato al risparmio». Da non sottovalutare, poi, la risposta di ogni paziente ad un farmaco piuttosto che ad un altro. «Un principio come quello dell'equivalenza terapeutica, può essere anche pericoloso oltre che dannoso per il paziente. Ma è chiaro - spiega Milillo - che quest'ultimo acquista il farmaco che gli viene indicato».
E aggiunge: «La spesa farmaceutica, così facendo, può anche ridursi ma a danno della salute o della tasca del cittadino». E continuando nelle sue dichiarazioni, il segretario della Fimmg tocca anche il tema dei farmaci innovativi, che arrivano alla medicina generale, però, solo attraverso la visita specialistica. «È necessario - precisa Milillo - che noi medici di medicina generale richiediamo una visita specialistica, per poi attendere che il collega compili un registro cartaceo, con non pochi disguidi anche per il paziente». Solo a questo punto, spiega Milillo, «possiamo prescrivere l'eventuale farmaco innovativo. Ma questo non vuol dire gestire l'innovazione». Una modalità non corretta, dunque, che secondo il segretario della Fimmg andrebbe risolta permettendo ai medici di base, appunto, la compilazione dei registri per i farmaci innovativi, «così da permettere al cittadino di avere direttamente le prestazioni e i farmaci necessari. E allo stesso tempo, garantire la registrazione di tutte le informazioni per valutarne l'appropriatezza».
Rossella Gemma
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
28/12/2019
Per contrastare la compravendita illegale di farmaci per uso veterinario il Ministero sta studiando un logo, un bollino di qualità sulla falsa riga di quanto fatto per le farmaciePer...
27/12/2019
La Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per il trattamento dell'artrite reumatoide attiva di grado da moderato a severoLa Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per...
27/12/2019
Solo il 2% delle farmaciste donne possiede una farmacia nonostante rappresentino il 62% della forza lavoro, è quanto emerge dal sondaggio "Survey of registered pharmacy professionals 2019" del...
A cura di Lara Figini
27/12/2019
Acquistare i farmaci su internet attraverso siti non autorizzati è un fenomeno in continua crescita e l'unica arma per contrastarlo resta l'educazione sanitaria e l'orientamento dei cittadini...

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)