Scienza

giu182010

Ernia del disco, la cura non è invasiva

�L’ernia discale definisce una situazione clinica in cui il disco intervertebrale, già in fase di degenerazione, fuoriesce dalla sua sede naturale e produce un dolore tipo sciatalgia, dovuto al fatto che si comprime uno dei nervi che si irradiano verso la gamba�. Spiega così Marco Brayda-Bruno, responsabile dell'Unità operativa di chirurgia vertebrale III dell'Irccs ortopedico Galeazzi di Milano, il problema che ha messo fuori gioco il portiere della Nazionale azzurra durante la partita del Campionato mondiale di calcio. L’esperto sottolinea che la sofferenza del disco intervertebrale è un problema molto diffuso e riguarda almeno i due terzi della popolazione adulta e in alcune persone può dare origine all'ernia, specialmente in soggetti che svolgono attività impegnative, soprattutto di flessione e torsione. �Nel momento in cui c'è irritazione, cioè in presenza di nevralgia, la sofferenza può essere accentuata dall'esposizione a temperature basse o all'umidità ma nella maggior parte dei casi la terapia dell'ernia è di tipo non chirurgico e si avvale di farmaci, infiltrazioni e fisioterapia specifica. In un 20% circa di pazienti si arriva invece all'intervento, che molto spesso è ormai mininvasivo, endoscopico o microchirurgico�, conclude Brayda-Bruno.
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