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ago302017

Esc, farmaci innovativi agiscono su colesterolo e infiammazione

Esc, farmaci innovativi agiscono su colesterolo e infiammazione
Nuovi dati su farmaci e dispostivi medici sono stati presentati durante il Congresso Esc organizzato dalla Società europea di cardiologia a Barcellona, in particolare i risultati delle analisi condotte sugli innovativi canakinumab e evolocumab e su uno stent con rivestimento in titanio-ossido nitrico.
Sul primo sono stati resi noti da Novartis i principali risultati relativi a Cantos, di Fase III: iniezioni trimestrali di ACZ885 (canakinumab) in soggetti con precedente infarto e aterosclerosi con componente infiammatoria hanno portato a una significativa riduzione del 15% del rischio di eventi cardiovascolari maggiori (infarto non fatale, ictus non fatale e morte cardiovascolare), rispetto al placebo. Un'ulteriore analisi ha inoltre mostrato che ACZ885 ha ridotto, tra i soggetti in studio, il tasso di incidenza e di mortalità per tumore al polmone. «Risultati particolarmente rilevanti» ha commentato Paul Ridker, MD, chairman di Cantos e direttore del Center for Cardiovascular Disease Prevention presso il Brigham and Women's Hospital «perché ora abbiamo una chiara evidenza che, in aggiunta all'abbassamento del colesterolo, anche contrastare l'infiammazione riduce il rischio per i pazienti di malattie cardiovascolari e forse anche di tumore al polmone». Vas Narasimhan, Global Head, Drug Development and Chief Medical Officer di Novartis ha fatto sapere l'intenzione di «sottoporre i risultati di Cantos alle autorità regolatorie per l'approvazione in ambito cardiovascolare e di avviare altri studi di fase III per quanto riguarda il carcinoma polmonare».

Su evolocumab sono arrivate conferme di efficacia e sicurezza da due sotto analisi dello studio Fourier presentate da Amgen. Nella prima, su circa 26 mila pazienti, è stata mostrata una relazione statisticamente significativa tra bassi livelli di colesterolo Ldl (C- Ldl) e minori tassi di eventi cardiovascolari in pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica consolidata, con nessuna evidenza della stabilizzazione dell'effetto e nessun nuovo problema di sicurezza. I pazienti sono stati stratificati in cinque gruppi in base ai livelli di C- Ldl raggiunti alla quarta settimana rispetto al basale: < 19 mg/dL, 19 mg/dL </= 50 mg/dL, da 50 mg/ dL </= 70 mg/dL, 70 mg/ dL </= 101 mg/dL, > 101 mg/dL. Il rischio dell'endpoint di efficacia composito primario (morte cardiovascolare, infarto, ictus, rivascolarizzazione coronarica o ospedalizzazione per l'angina instabile) è stato progressivamente più basso, rispettivamente del 24%, 15%, 6% e 3%. È stata ancheosservata in tutti e cinque i gruppi una riduzione progressiva simile, che comprendeva infarto, ictus o morte cardiovascolare, nell'endpoint composito secondario. «Per i pazienti che hanno già sperimentato un evento, come infarto o ictus, questa analisi conferma che l'abbassamento intensivo di C-Ldl fornito da evolocumab aiuta i pazienti a ridurre il rischio di un altro evento cardiovascolare», ha affermato Sean E. Harper, M.D., executive vice president of Research and Development di Amgen. Nella seconda analisi su un sottogruppo di 5.000 pazienti, con storia pregressa di ictus è stato mostrato che abbassare i livelli di C-Ldl con evolocumab riduce il rischio di eventi cardiovascolari con una riduzione media del 56% dei livelli di C- Ldl rispetto al placebo.

Sul fronte dei device arrivano i risultati del confronto nello studio Tides-Acs, tra stent rivestito in titanio-ossido nitrico (TiNO) e lo stent di tipo Ees nei pazienti affetti da sindrome coronarica acuta(Sca). I risultati spiega Pim Tonino, cardiologo interventista del Centro Cardiologico Catharina di Eindhoven, mostrano la non inferiorità dello stent con rivestimento TiNO «rispetto a uno dei migliori stent a rilascio di Everolimus, tra i più utilizzati nella cardiologia interventistica di oggi». L'endpoint primario, il tasso di eventi avversi cardiaci gravi, è stato riscontrato nel 6,3% dei pazienti che hanno ricevuto stent rivestiti in TiNO, contro il 7,0% riscontrato nei pazienti con Ees. «Sulla base dei risultati ottenuti, si può sostenere senz'altro che l'utilizzo di stent bioattivi rivestiti in TiNO sia una valida alternativa agli stent a rilascio di farmaco nelle Sca. Il nostro auspicio è che gli stent basati su questa tecnologia bioattiva siano presi in considerazione dalle commissioni che stabiliranno le prossime Linee Guida, considerandole come un'alternativa fattibile e valida per l'angioplastica coronarica nei pazienti con Sca", ha commentato Pasi Karjalainen del Centro Cardiologico del Satakunta Central Hospital di Pori (Finlandia).


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