Sanità

set162016

Terremoto Marche, farmacisti accanto alla popolazione per la ripresa

Esclusiva/Terremoto Marche, farmacisti accanto alla popolazione per la ripresa
A quasi un mese dal terremoto che ha colpito severamente il centro Italia, siamo andati a visitare le zone colpite per osservare in che modo la popolazione delle Marche, e di Arquata del Tronto in particolare, sta tentando di tornare alla normalità, anche con l'aiuto dei farmacisti e dei medici della zona. La situazione è senza dubbio difficile, con crolli e lesioni agli edifici diffusi che, oltre ad aver mietuto decine di morti, hanno messo in ginocchio il sistema sanitario. Un cataclisma che non è però riuscito a distruggere lo spirito degli abitanti e degli operatori sanitari della zona, primi fra tutti i farmacisti, che sono riusciti a ripristinare rapidamente il servizio, con l'aiuto del personale della Protezione civile e con il supporto di Federfarma.

«A partire dai primissimi momenti» ha spiegato a Farmacista33 Pasquale D'Avella, presidente di Federfarma Marche «siamo stati vicini alle farmacie che sono state colpite dal terremoto. Questo grazie anche all'assistenza immediata e disponibile di tutte le cooperative e i distributori intermedi dei farmaci che operano sul territorio marchigiano. Tutti si sono proposti immediatamente per collaborare al ripristino di tutti i servizi che fossero necessari. Le esigenze principali erano naturalmente quelle di rendere disponibili i farmaci indispensabili per il trattamento delle patologie croniche o per il controllo del diabete, per esempio. Inoltre ci siamo occupati anche di chiedere la fornitura di tutti quei farmaci che potessero essere utili ai soccorritori, come colliri per dare sollievo agli occhi irritati dalla polvere».


Due, principalmente, le storie di farmacisti che sono intrecciate con quella degli abitanti delle zone delle Marche colpite dal terremoto. Ettore Fabiani lavorava nella farmacia comunale di Montegallo, a poca distanza dall'epicentro. Inizialmente la sua farmacia sembrava aver subìto danni marginali, limitati a poche crepe. Con il passare dei giorni i danni si sono rilevati molto più gravi, costringendo il sindaco a firmare un'ordinanza di evacuazione immediata della farmacia. «In poche ore» ci ha raccontato Fabiani «con l'aiuto dei pompieri ho dovuto abbandonare la mia farmacia e trasferire me stesso e l'attività in modulo provvisorio messo a disposizione dalla protezione civile. Tra pochi giorni, comunque, Federfarma mi metterà a disposizione un prefabbricato più grande e meglio attrezzato. Qui potrò tornare a lavorare, in attesa della ristrutturazione della mia farmacia vera e propria. In ogni caso siamo al lavoro per restare al servizio della popolazione».

Diversa per vicenda ma non per spirito, la storia di Loris Palmarocchi, titolare della farmacia di Arquata - Trisungo. «La notte del terremoto» ha ricordato Palmarocchi con negli occhi ancora la paura di quei momenti «siamo stati svegliati dalla violenza della scossa. La nostra casa non è stata danneggiata e il nostro pensiero è andato immediatamente alla farmacia. Ci siamo arrivati appena possibile e, per fortuna, abbiamo dovuto solo risistemare sugli scaffali le confezioni cadute. La struttura ha resistito abbastanza bene, riportando solo qualche danno che andrà riparato ma che è tutto sommato marginale. Il nostro lavoro non si è mai interrotto anche se ora siamo preoccupati per il futuro di Arquata e della nostra stessa farmacia. Tuttavia stiamo tenendo duro per restituire tranquillità alla popolazione che è profondamente legata a questo territorio.


Assorbito il trauma "acuto" è ora però tempo di pensare a interventi anche di carattere legislativo scritti per venire incontro alle persone. «Nella nostra Regione» ha ricordato D'Avella «il ticket sui farmaci non esisteva nemmeno prima del terremoto. Dal 25 agosto, cioè dal giorno successivo alla scossa principale, la Regione ha attivato l'esenzione totale con codice T16 per tutti i terremotati. Inoltre è stata disposta la gratuità, senza nemmeno pagare il normale prezzo di riferimento, per tutti i farmaci di fascia C. Sia Sop che Otc. Nelle prossime settimane e mesi sicuramente bisognerà fare qualcosa di più e di diverso. Siamo molto preoccupati per il futuro delle farmacie di queste zone. Tutte attività di natura rurale che sono a rischio di 'estinzione'. Nei prossimi mesi ci confronteremo con la Regione Marche, che si è sempre dimostrata estremamente sensibile nei confronti dei problemi delle farmacie, e valuteremo l'eventuale attivazione di una legislazione speciale che incontro ai farmacisti in difficoltà».

Va segnalato che dalle rappresentanze territoriali di Federfarma continuano ad arrivare donazioni e versamenti per sostenere i titolari di farmacia colpiti dal sisma: il conto corrente di riferimento è il 9064 di Banca Intesa SanPaolo, intestato a Federfarma, Iban IT 19 K030 69032 99100 00000 9064. La causale è "Raccolta fondi in favore delle farmacie danneggiate dal terremoto del 24 agosto 2016".


Gianluca Casponi


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