FITOTERAPIA

gen92015

Estratto di Ginkgo biloba: Ema conferma efficacia nelle demenze

Il Ginkgo biloba, una degli alberi più antichi esistenti è anche uno dei fitoterapici più utilizzati al mondo e dopo numerose controversie, l’Ema ne ha confermato l’efficacia contro la demenza lieve e moderata

Dagli inglesi viene chiamata "Maidenhair tree", in Francia è conosciuta come il "Noyer Du Japon". Si tratta del Ginkgo biloba (GB), uno degli alberi più antichi al mondo, tanto da guadagnarsi l'appellativo di fossile vivente. Originario della valle del Zhejiang (Cina), fu introdotta in Europa nel 1690 dal botanico Engelbert Kaempfer che ne descrive per la prima volta le curiose foglie palmate. Attualmente è una delle piante più utilizzate in fitoterapia con indotti annuali multimilionari. Visto il suo ampio utilizzo in tutto il mondo, è importante conoscerla a fondo e fare luce sulle sue reali virtù e controindicazioni. I numerosi studi effettuati fin d'ora ci indicano anzitutto che solo un tipo di estratto di GB è efficace e si tratta dell'estratto ottenuto a partire dalle foglie essiccate utilizzando l'acetone al 60% p/p come solvente. Tale estratto indicato con la sigla EGb 761 dovrà poi essere standardizzato al 24% in flavonolglicosidi e al 6% in terpeni lattonici (ginkgolidi A, B, C, J e bilobalide) e non deve contenere più di 5 ppm di acidi ginkgolici, composti ad alto potere allergenico. Non sono mancate le controversie a livello scientifico riguardo l'efficacia del GB nel trattamento della demenza. L'Ema in una recente monografia ha fugato ogni dubbio decretando che l'estratto EGb 761 è in grado di migliorare la qualità di vita in persone con compromesse funzioni cognitive e con moderata demenza anche associata a complicanze neuropsichiatriche. La dose giornaliera suggerita è di 240 mg, per un trattamento non superiore alle 8 settimane. I meccanismi d'azione proposti includono l'aumento del flusso ematico cerebrale, la riduzione della viscosità del sangue, alterazioni dei sistemi di neurotrasmissione e un importante attività antiossidante. Basandosi su queste attività fisiologiche si suppone anche che il GB possa essere efficace contro lo stroke ischemico, la degenerazione maculare, la sindrome di Raynaud, l'impotenza e l'asma; ma tali rimangono comunque delle ipotesi che aspettano conferme dalla ricerca scientifica. Non è da trascurare invece la possibile interazione farmacologica del GB con farmaci anticoagulanti e la possibile comparsa di effetti indesiderati seppur rari come emorragie, mal di testa e disordini gastrointestinali. Un altra potenzialità del GB è anche la sinergia espressa per alcune droghe adattogene come il ginseng, l'eleuterococco, la rodiola e la whitania di cui potenzia gli effetti a livello del sistema nervoso centrale.

Angelo Siviero
Farmacista esperto in fitoterapia e galenica
info@fitovallee.com

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