Sanità

dic182017

Eurispes, sanità italiana virtuosa ma anziana. Distribuzione: dibattito irrisolto su diretta e Dpc

Eurispes, sanità italiana virtuosa ma anziana. Distribuzione: dibattito irrisolto su diretta e Dpc
«Il nostro servizio sanitario è un fiore all'occhiello di civiltà che vogliamo difendere, anche nell'interesse dei nostri iscritti chein esso operano. Considerate le tendenze economico-finanziarie, gli andamenti demografici di denatalità e invecchiamento, l'evoluzione tecnologica e la digitalizzazione crediamo che la strada da percorrere per garantirne la sostenibilitàsia selezionare i livelli essenziali di assistenza (Lea) possibili, quelli cioè che possiamo garantire a tutti su tutto il territorio nazionale».
Lo afferma Alberto Oliveti Presidente Enpam alla presentazione del 1°Rapporto sul sistema sanitario italiano "Il termometro della salute" ad opera di Enpam ed Eurispes. La ricerca offre una notevole mole di dati, «ma si astiene da qualsiasi tentazione di forzature interpretative dei dati acquisiti ed elaborati», commenta Vincenzo Macrì, presidente del Comitato Scientifico dell'Osservatorio Salute, Previdenza e Legalità. «Dal confronto con gli altri paesi risulta però un quadro sorprendente per chi ritiene che la situazione sia peggiore delle altre per l'inefficienza, gli sprechi, le carenze organizzative, l'assenteismo». E in effetti se la sanità italiana fosse una squadra di calcio, letti i numeri elaborati dall'istituto guidato da Gian Maria Fara, il miracolo forse si capirebbe meglio: anziana, squilibrata, infarcita di "capitani" (i medici che hanno o dovrebbero avere un reddito alto vista l'età media), ma capace di sostenere 2,2 milioni di operatori, di costare meno del resto d'Europa e di rendere al top. Inoltre, tra lotta alla corruzione e alla medicina difensiva ha ancora risorse per correggere il ricorso al precariato. Dal Rapporto si apprende che gli addetti Ssn non sono genericamente un milione ma 1,7 (Istat) cui si aggiunge un mini indotto orbitante che li porta a oltre 2 milioni. Gli ospedali assorbono il grosso (44%) con un contratto di dipendenza (87% dei casi), sempre più raro visto il turn-over che dal 2008 al 2016 ha contratto complessivamente del 2% il personale con punte del 20% (in Liguria). Sul territorio, cresce la popolazione anziana e il 26% dei residenti fa ormai da caregiver informale -quante ricerche sulla fiducia degli italiani possono essere condizionate da questo dato? - accanto alle 800 mila badanti, dedicando 3 miliardi di ore al familiare non autosufficiente. Si confermano lo scollamento della spesa sanitaria pubblica dall'odontoiatria-le cure di 31 mila dentisti sono in pratica a carico delle famiglie-e il gap Nord Sud con una spesa privata di 750 euro media a testa in Lombardia e di 300 in Campania.

Sul fronte farmacie l'indagine evidenzia la scollatura tra i farmacisti ospedalieri che premono per un'estensione della distribuzione diretta dei farmaci innovativi e più costosi e i farmacisti territoriali che invece sostengono la distribuzione per conto. "In particolare-recita l'indagine- i critici si scagliano contro il rimborso "a percentuale" sul costo della confezione, che in alcuni casi eÌ intorno al 15%. Ad esempio, quando si tratta di "consegnare" un farmaco del costo di 500/600 euro a confezione, alla farmacia puoÌ venire riconosciuto un rimborso di 75/90 euro per una operazione che non assorbe neì tempo neì denaro. Nel caso dei costosissimi nuovi farmaci antivirali (come quelli per l'epatite) che costano anche piuÌ di 20.000 euro a confezione, salta agli occhi che l'aggio della farmacia risulta al contempo immotivato quanto elevato. Secondo diversi studi l'assorbimento integrale della funzione distributiva potrebbe essere assicurato dalle strutture giaÌ esistenti, e l'onere aggiuntivo di gestione dei maggiori volumi comporterebbe un costo "a confezione" assai contenuto, tra 1 e 2 euro". Gli sprechi veri del Ssn sono in realtà distribuiti tra medicina difensiva e corruzione. La prima costa circa 13 miliardi, un 1% della spesa sanitaria pubblica, dati disponibili da estrapolazione cui si affiancano altri 23,6 miliardi stimati di corruzione; questi ultimi nascono addizionando un indice "fisiologico" del 5,59% (Leys e Button, 2013), un 3% di inefficienze e un 18% di costi da trascuratezza. Ma nel database delle Forze dell'Ordine annoveriamo diversi tipi di corruzione, quella dei vertici Asl o regionali (appalti pilotati); quella aziendale dei funzionari intermedi che chiedono mazzette ai fornitori; la criminalità organizzata che si manifesta in reati di truffa in genere per il rimborso chiesto al Ssn di prestazioni mai effettuate. L'attività dei NAS ha prodotto solo nel 2016 ben 13.881 operazioni di controllo nell'area della sicurezza sanitaria e farmaceutica. Il valore complessivo delle sanzioni amministrative è stato di oltre 6,1 milioni ma il valore dei beni sequestrati supera i 165 milioni. Sono state chiuse o sequestrate 237 strutture, e sequestrati 38 mila dispositivi e presidi medici, circa 728 mila confezioni di farmaci e 473 mila fiale o compresse.

Mauro Miserendino
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