Sanità

nov232011

Eventi avversi, Italia in linea con Europa

In tema di eventi avversi l’Italia, con una media del 5,17%, è in linea con altri paesi europei, come Francia (5,1%) e Olanda (5,7%), mentre fa meglio di paesi come la Spagna (9,3%). A spiccare come modello positivo è la Toscana.

In tema di eventi avversi l’Italia, con una media del 5,17%, è in linea con altri paesi europei, come Francia (5,1%) e Olanda (5,7%), mentre fa meglio di paesi come la Spagna (9,3%). A spiccare come modello positivo è la Toscana, dove gli eventi avversi sono la metà della media nazionale (2,54%). Questi i risultati di uno studio finanziato dal ministero della Salute e condotto a livello nazionale su cinque ospedali (Niguarda di Milano, Careggi a Firenze, azienda ospedaliera di Pisa, San Filippo Neri di Roma, Policlinico di Bari) e su tutte le strutture della Toscana. Un esito che per l'assessore al diritto alla salute, Daniela Scaramuccia, «è un ottimo punto di partenza, anche se si può fare di più e meglio». Tra i risultati dell’indagine c’è però anche un dato negativo: gli eventi avversi prevenibili sono in Italia di più rispetto al tasso riscontrato in altri paesi: 56,7% contro il 43,5%. Per quanto riguarda le conseguenze degli eventi avversi, nel 66% dei casi provocano un prolungamento della degenza (con un costo per il Ssn di 400 euro per ogni giorno) e nel 28% possono comportare una disabilità o il decesso del paziente. «Alla luce di questo» afferma il presidente della Fondazione sicurezza in sanità, Vasco Giannotti, «occorre investire sempre di più nella prevenzione del rischio e nella sicurezza del paziente. Ne deriverebbe un risparmio anche da un punto di vista economico finanziario. Per la prima volta comunque abbiamo dati certi sui quali costruire un'agenda delle priorità».


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