Sanità

mag92015

Fabrizio (Sifo): bene percorso scuole specializzazione, ora impegno continui

Fabrizio (Sifo): bene percorso scuole specializzazione, ora impegno continui

Pieno riconoscimento delle scuole di specializzazione in farmacia ospedaliera, un percorso formativo che è diventato più articolato, più professionalizzante e con un aumento delle ore di tirocinio e spiragli per i contratti di formazione. Sono questi alcuni degli elementi che emergono dal punto sul decreto interministeriale sulle scuole di specializzazione che è stato fatto a FarmacistaPiù, in corso a Milano, attraverso le parole di Laura Fabrizio, presidente Sifo, che, a Farmacista33, spiega: «La scuola di specializzazione in farmacia ospedaliera ha una storia lunga di evoluzione e ha visto vari momenti di svolta a partire dalla riforma del 2005 che ha portato la durata a quattro anni, rendendola anche requisito per accedere al Ssn, e ha fatto in modo che circa il 70% dei crediti formativi universitari siano dedicati al tirocinio pratico. Adesso, con il decreto interministeriale di febbraio (68/2015) ci troviamo di fronte a un altro momento di cambiamento e devo dire che nel provvedimento c'è un riconoscimento pieno delle scuole di specializzazione». Vari sono gli «spunti positivi, soprattutto per quanto riguarda il percorso formativo che è diventato ancora più articolato, più professionalizzante, con un aumento delle ore di tirocinio». Rimane una criticità, anche se sembrano emergere degli spiragli: «ancora non siamo riusciti nell'intento di avere un contratto di formazione, ma proprio oggi, nel corso della sessione di Farmacista Più, sono state date delle buone indicazioni che ci hanno fatto intravedere degli spiragli» con una «possibilità di individuare i contratti di formazione da prevedere sulla base di una richiesta chiara del numero dei posti delle scuole di specializzazione di farmacia ospedaliera - attualmente 22 - e quindi del turn over, da revisionarsi ogni tre anni c'è». Insomma «una notizia positiva». Ora «gli impegni per la Sifo sono notevoli: innanzitutto, insieme con il mondo accademico, dovremo continuare il lavoro per trovare un percorso di tirocinio conforme con le nuove esigenze», con poi una particolare attenzione ai «bandi per il prossimo anno accademico, che dovranno essere espletati a breve». Ma «dovremo anche proseguire nella strada per il riconoscimento a livello europeo delle scuole e soprattutto lavorare intensamente per il riconoscimento dei contratti di formazione, che, alla luce delle nuove indicazioni, presuppongono una valutazione reale e concreta del turn over e dei posti nell'ambito delle scuole di specializzazione». Ma «un'altra sfida sarà valutare - insieme al mondo accademico - se tutte le 22 scuole potranno continuare la loro attività oppure se sarà necessario individuarne una per regione, confederando eventualmente più scuole».

Francesca Giani



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