Sanità

giu122018

Fai il tagliando al cuore, screening farmacie Rovigo: a rischio una persona su due

Fai il tagliando al cuore, screening farmacie Rovigo: a rischio una persona su due
I casi di sovrappreso (37%), obesità (15%), ipertensione (30%) e glicemia sopra i 130 mg/dl, riscontrati in oltre la metà dei 2.162 intervistati nelle farmacie di Rovigo in sei giorni di campagna "Fai il tagliando al tuo cuore", hanno alzato la soglia di attenzione sulla salute della popolazione del Polesine, del direttore generale dell'azienda Ulss 5 e dell'assessore veneto alla Sanità Luca Coletto: "risultati interessanti, che fanno riflettere sul fatto che ci sia qualcosa da fare per il futuro". Il progetto, lanciato da Federfarma Rovigo in collaborazione con l'Unità operativa complessa di Cardiologia dell'Ulss 5 e l'associazione Amici del cuore e con il patrocinio di Ulss 5 e Ordine dei farmacisti provinciale, nella settimana da lunedì 12 a sabato 17 marzo, ha offerto la possibilità nelle farmacie della provincia di Rovigo di raccogliere, in schede anonime, i dati su glicemia, colesterolo, saturazione di ossigeno nel sangue, indice di massa corporea e assieme a questi le misurazioni di pressione arteriosa e pulsazioni. Hanno partecipato 2.162 persone tra i 15 e i 60 anni, proprio con l'obiettivo di fare uno screening sulla fascia d'età 18-55 anni che, di solito, sfugge a queste valutazioni.

I dati sono stati illustrati alla presenza del il direttore generale dell'Ulss 5 Polesana, Antonio Compostella, il presidente di "Amici del cuore", Carlo Piombo e l'assessore regionale alla Sanità. «Grazie alla collaborazione con il professor Roncon e la piattaforma messa a disposizione da Federfarma - ha spiegato il presidente provinciale di Federfarma, Michelangelo Galante - sono stati elaborati dati su oltre il 2% della popolazione in Polesine». Dai questionari è emerso che il 30% degli intervistati soffre di ipertensione e che solo l'11% di questi osserva scrupolosamente le prescrizioni e si cura bene. Inoltre: delle 2.162 persone incontrate dai farmacisti polesani, tra il 20 e 30% di queste non era a conoscenza di soffrire di aritmie cardiache. Altro fattore di rischio è la glicemia sopra 130: «Avere il diabete è equivalente ad aver avuto un infarto, perché in entrambi i casi si devono prendere le stesse precauzioni - ha ricordato il primario del reparto di cardiologia dell'ospedale di Rovigo, Loris Roncon che ha tracciato il quadro epidemiologico emerso - Abbiamo esaminato oltre 2.000 persone, un numero enorme per chi fa statistica. E un terzo di quelli tra i 15 e i 45 anni, che dovrebbero essere tutti sani, non lo sono. Preoccupanti problemi di sovrappeso e obesità, poca attività fisica visto che meno del 30% fa movimento. Inoltre pressione arteriosa alta, una malattia dei paradossi visto che è facile da curare ma un terzo di chi sa di soffrirne non lo fa bene».

Per l'assessore regionale Coletto, l'iniziativa ha un'alta valenza e segue l'evoluzione delle farmacie verso il modello di farmacia dei servizi: è lo stesso percorso che qualifica in particolare, secondo Coletto, le farmacie rurali come salvavita. Proprio per queste, nella redazione del nuovo Piano sociosanitario regionale, Coletto ha annunciato la possibilità di inserire interventi aggiuntivi a favore delle farmacie rurali, durante il percorso del Piano in Commissione Salute: «Quando si parla di prevenzione - ha sottolinea Coletto - di sanità e territorio è importante il contatto coi cittadini. Individuare prima le patologie significa migliorare la qualità della vita delle persone e risparmiare. E le visite effettuate in questo screening cardiologico, sono una prevenzione portata avanti coi fatti da Federfarma, segno che è la strada giusta da prendere perché le farmacie fanno parte del sistema sanitario del territorio, lo integrano, specie le farmacie rurali». «Nella logica dei nodi della rete sanitaria regionale il ruolo delle farmacie è insostituibile - ha aggiunto Compostella - con i dati raccolti è stata fatta una foto sulla salute dei polesani, e sono emersi risultati interessanti, che fanno riflettere sul fatto che ci sia qualcosa da fare per il futuro». Questi esiti, è stato precisato, saranno incrociati con i dati epidemiologici dell'azienda sanitaria, per definire le azioni future. (SZ)
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