Sanità

feb162018

Fake news, un problema di salute. Nel mirino diete, stili di vita, intolleranze alimentari

Fake news, un problema di salute. Nel mirino diete, stili di vita, intolleranze alimentari
Comunicare bene la salute fa bene alla salute. È questo lo slogan alla base dell'iniziativa, presentata oggi, della Fnomceo, la Federazione degli ordini dei medici, contro le bufale sulla salute: un portale, Dottoremaeveroche, che si propone di rispondere ai principali dubbi sulla salute dei cittadini, che cerca di sfatare false notizie, fornendo informazioni scientificamente validate, ma che può essere un punto di riferimento anche per gli operatori sanitari. Il sito è stato presentato nell'ambito dell'evento "La comunicazione della Salute al tempo delle fake news: il ruolo del giornalista quale 'garante' dell'informazione", presso il Ministero della Salute e si pone l'obiettivo di «offrire alla popolazione un'informazione accessibile, scientificamente solida e sempre trasparente». «La Scienza deve essere compresa da tutti. Solo così è possibile tutelare la propria salute e quella della comunità intera» si legge nelle pagine introduttive del sito in un editoriale a firma di Cosimo Nume, responsabile comunicazione Fnomceo, mentre «Le "bufale" o "fake news", fenomeno purtroppo quanto mai moderno -oggi incidono pesantemente sulla salute». Tanti i focus tra cui anche attenzione alla prevenzione: «Nella prevenzione primaria e secondaria delle principali patologie, in particolare quelle croniche, ruolo fondamentale è costituito dall'adozione di corretti stili di vita» spiega nel suo editoriale Gianluigi Spata, presidente Ordine dei medici di Como. «Le malattie croniche (malattie cardiovascolari, bronchite cronica, diabete, tumori, ecc) sono in costante crescita in Italia e nel mondo e causa di aumentate disabilità e mortalità». In uno «scenario così preoccupante è bene quindi ricordare che al fianco della terapia farmacologica tradizionale assume un ruolo molto importante adottare una serie di misure comportamentali come l'abolizione del fumo, un moderato consumo di alcool, l'attività fisica e una corretta alimentazione». Ma, continua, «proprio l'alimentazione è il campo dove maggiormente si reperiscono informazioni scorrette e non scientificamente provate che arrivano a costituire, in alcune situazioni, un pericolo per la salute del cittadino. Purtroppo le bufale sul cibo sono tantissime e trovano in Internet un amplificatore micidiale delle notizie più svariate, arrivando a portare alla diffusione di consigli dietetici molto pericolosi per la salute del cittadino. In modo particolare moltissime patologie sono erroneamente ricondotte ad allergie o intolleranze alimentari (obesità, sovrappeso, disturbi gastroenterici e dermatologici e così via) e quindi abbondano consigli a diete di esclusione (le più gettonate quelle prive di glutine) che potrebbero provocare anche deficit nutrizionali importanti, soprattutto se adottati in età pediatrica o in pazienti che sono affetti anche da patologie croniche. Per non parlare dei test diagnostici per le intolleranze alimentari in vivo (vega test, biorisonanza, pulse test, test del capello, dria test, test kinesiologico, iridologia ecc.) o in vitro, su sangue venoso o capillare (test di citotossicità) che sono pubblicizzati e utilizzati da anni ma che in realtà non hanno mai dimostrato, in studi scientifici controllati, la loro attendibilità e riproducibilità. L'alimentazione, e quindi la dieta, è a tutti gli effetti una terapia e come tale deve essere prescritta da un medico, l'unico che dopo un'attenta valutazione clinica e una corretta anamnesi alimentare, completata da mezzi diagnostici validati, può decidere quale programma alimentare prescrivere al proprio paziente. È quindi opportuno che il cittadino sia informato adeguatamente sul rischio che può correre utilizzando informazioni non scientifiche e fuorvianti, anche se apparentemente affascinanti e di semplice utilizzo, che trova pubblicizzate su siti o canali non scientificamente attendibili. Il sito "dottoremaveroche" della FNOMCeO è aperto a tutti coloro che vogliono risposte serie a qualsiasi quesito medico, in contrapposizione a tutte quelle notizie false definite "fake news"».

Francesca Giani
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