Sanità

feb252019

Fallimenti, a rischio mille piccole farmacie. Le testimonianze dei farmacisti

Fallimenti, a rischio mille piccole farmacie. Le testimonianze dei farmacisti
Più di mille piccole farmacie sono a rischio chiusura in tutta Italia e spopolamento dei piccoli centri e aumento dell'età media, desertificazione sanitaria e diminuzione dei servizi offerti, spese di gestione e tasse, aumento della distribuzione diretta sono tra le cause del fenomeno. Tra le aree a rischio, quelle con il maggior numero di piccole farmacie sono sicuramente Piemonte (697), Veneto (545), Emilia-Romagna (521), Calabria (472), Toscana (438) e Sardegna (318).
A lanciare l'allarme, portato all'attenzione del grande pubblico dalla stampa nazionale, è il presidente del Sunifar Silvia Pagliacci, che commenta una situazione recentemente al centro di un dibattito acceso da segnalazioni arrivate dal Veneto e dal Piemonte.
«Se continua così, almeno un migliaio di piccole farmacie sono a rischio chiusura - commenta il numero uno di Sunifar -. Tra i motivi di difficoltà vi è la scelta delle Regioni di diminuire la distribuzione di farmaci per conto, a favore della distribuzione diretta: questo significa che il paziente che prima ritirava i medicinali dispensati dal Servizio sanitario nazionale nella farmacia sotto casa ora deve andare a ritirarli in ospedale o centri di erogazioni delle Asl, tra l'altro a proprie spese, e con problemi di spostamento». Rilevante poi l'impatto negativo dello spopolamento e dell'invecchiamento degli abitanti dei piccoli centri, ormai abitati prevalentemente da anziani a basso reddito. Fenomeno che contribuisce a rendere difficilmente sostenibili le spese di gestione e la tassazione: su 2.000 piccole farmacie in comuni sotto i 1.500 abitanti, «in ben 750 il titolare è l'unico farmacista che garantisce il servizio, perché non può permettersi di assumere personale. In alcuni casi le spese di gestione e le tasse annullano quasi i guadagni».
Il contributo destinato alle 4.700 farmacie in zone al di sotto dei 5.000 abitanti dovrebbe aiutare i titolari a far fronte al calo del fatturato, ma tale contributo «è poco più che simbolico perché non è mai stato rivalutato dal 1969, e oggi ha perso di 20 volte il valore iniziale», conclude Pagliacci.
Simili criticità erano già state sollevate, anche da farmacista33, nelle scorse settimane in Piemonte e Veneto, le prime due regioni nella lista delle più a rischio: in entrambi i casi, la "fuga" dei medici di famiglia dai piccoli centri costituiva uno dei tanti fattori di problematicità in un già noto quadro di squilibrio territoriale nella disponibilità dei servizi. Più recenti ancora le testimonianze, raccolte dalle testate generaliste, dei titolari in difficoltà in aree difficili. È il caso del titolare di una farmacia in una delle diverse frazioni dell'appennino bolognese: «Si obbligano anziani o familiari a fare anche 40 chilometri di strade di montagna per consegnare loro la terapia. Mentre noi siamo aperti 360 giorni l'anno, e cerchiamo di rispondere alle crescenti richieste dei servizi di specialistica e prevenzione, ma spesso fatichiamo ad arrivare a fine mese».
E di una farmacista, figlia del titolare di una piccola farmacia di Ustica, che spiega il peso dei problemi logistici dettati dalla carenza o dall'inefficienza dei sistemi di comunicazione con le zone periferiche: «La mia famiglia gestisce questa farmacia dal 1985. La discontinuità dei collegamenti marittimi, la difficoltà nel garantire scorte, i costi aggiuntivi per il trasporto di farmaci: sono tutti elementi che pesano su un guadagno che, nei mesi non turistici, coprono a malapena le spese».
Ora l'attenzione è spostata a livello nazionale: le farmacie rurali, 6.800 in tutta Italia, costituiscono circa un terzo del totale italiano, fornendo spesso l'unico presidio di salute in zone scarsamente raggiungibili o poco popolate.
A sostenere il grido di allarme anche la voce degli anziani, rappresentati da Senior Italia FederAnziani: Per gli anziani la farmacia è un importante punto di riferimento per quanto riguarda la salute e non solo. In farmacia, nei paesi privi di altri servizi pubblici, non si va solo per avere farmaci, servizi e consigli sulla salute. Si va in farmacia anche per farsi aiutare nelle pratiche burocratiche, per avere indicazioni su come affrontare i tanti problemi della vita quotidiana e per essere rassicurati. Far mancare questo punto essenziale di assistenza e supporto per gli anziani significherebbe privare le piccole comunità di un fondamentale elemento di coesione sociale" e chiedono alle Istituzioni di "impegnarsi per tutelare gli anziani che vivono nei tanti piccoli centri del nostro Paese, garantendo la sopravvivenza delle piccole farmacie".
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