Politica e Sanità
05 Ottobre 2019Superamento della legge 405, ormai anacronistica, attuare la Farmacia dei servizi, una scommessa della professione per migliorare presenza del Ssn sul territorio, una revisione della legge sui capitali che così come è scritta consegna la farmacia al capitale. Questi gli spunti di riflessione e i temi proposti da Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti, alla platea di colleghi e al ministro della Salute Roberto Speranza presente nel parterre di relatori, in occasione del convegno di sabato mattina in programma a FarmacistaPiù 2019.
Mandelli ha ricordato come i farmacisti stiano attraversando una fase di trasformazione, in particolare per dinamiche economiche innescate dalla trasformazione del farmaco in un bene di consumo per la necessità di per fare business, sono stati e tuttora sono «tenuti fuori dall'innovazione, che è fondamentale per la nostra professione, per un problema economico. La legge 405 che ha dato il via alla distribuzione diretta dei farmaci, che nel 2001 poteva avere un senso per contenere il prezzo di un settore in evoluzione, oggi è anacronistica. Ogni giorno noi incontriamo i pazienti, rinnoviamo il rapporto di fiducia con loro e poi li mandiamo nella Asl per ricevere la cura di cui hanno bisogno perché il sistema non si è evoluto. Fermo restando che alcuni farmaci necessitano di un monitoraggio, oggi alcuni farmaci non possono più essere dati nella diretta, è il momento di superare la 405 soprattutto in vista di un'innovazione sempre più robusta».
Sempre rivolgendosi al ministro, Mandelli ha poi chiesto una revisione della legge sui capitali, che «così come è disegnata consegna la farmacia alle società di capitale nelle mani di 5 player. Va trovato un equilibrio, portare una riflessione al tavolo per ripensarla». E infine una riflessione sulla Farmacia dei servizi, un progetto per il quale è pronto un disciplinare tecnico uscito da un tavolo in cui si sono seduti farmacisti medici cittadini Regioni e infermieri «che rappresenta una scommessa per la professione. Che vede il farmacista non solo dispensatore di farmaci, ma un professionista al servizio dei cittadini. Un progetto che indica una traiettoria di cambiamento, che permetterà per di migliorare la presenza del Ssn sul territorio e una possibilità di risparmia».
A integrare gli spunti di Mandelli anche quelli di Marco Cossolo presidente di Federfarma che ha indicato la Farmacia dei servizi come uno degli strumenti, per il superamento della 405, superamento che non si può basare «solo sulla capillarità logistica della farmacia». È necessario, ha sottolineato che il Ssn «utilizzi di più le farmacie, e lo potrà fare con tre strumenti: convenzione, farmacia dei servizi, e con una nuova remunerazione che renda economicamente sostenibile avere i farmaci innovativi in farmacia». Questo anche nell'ottica che «nella farmacia dei servizi, il cuore sono i servizi cognitivi che sono strettamente legati all'uso del farmaco, e, sia chiaro, non può esistere farmacia dei servizi senza il ritorno del farmaco in farmacia. Il cambio della remunerazione va in questa direzione, superando il modello di remunerazione a percentuale, non sostenibile per farmaci costosi. Come professionista non voglio essere pagato a percentuale, se non in piccola parte, perché a percentuale si remunerano le attività commerciali, che noi non siamo. Per avere un riconoscimento professionale bisogna essere coerenti. Voglio essere remunerato con una quota fissa che voglio però chiamare onorario professionale».
Con la convezione, ha proseguito Cossolo, «si sta creando il quadro normativo di riferimento in cui ci muoviamo, e in questa convezione sarà inserito il disciplinare tecnico tout court, secondo un accordo con Sisac. Si sta creando un nuovo quadro normativo per un processo di ritorno dei farmaci in farmacia. Con la remunerazione stiamo riportando i farmaci innovativi in farmacia. E - ha concluso - e il mio impegno è di portare a termine la discussione sulla remunerazione per dare contestualmente un'accelerazione al tavolo di rinnovo del contratto nazionale dei nostri collaboratori. Le due cose dovranno andare in parallelo».
Simona Zazzetta
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