Sanità

nov272019

Fallimento farmacie, Federfarma: limitare peso capitale. Ma emendamento sui paletti non passa

Fallimento farmacie, Federfarma: limitare peso capitale. Ma emendamento sui paletti non passa

Chiusura farmacia storica di Bologna, Federfarma: conseguenze negative dell'introduzione del capitale in farmacia consentita dalla legge 124/2017

La chiusura della storica Farmacia Zarri del centro di Bologna, di proprietà della società Farmaca Farmacie, dichiarata fallita a metà novembre, "conferma le preoccupazioni ripetutamente espresse sulle conseguenze negative dell'introduzione del capitale nella proprietà della farmacia, consentita dalla legge 124/2017". Lo ribadisce Federfarma in un comunicato a commento con cui "torna con forza a chiedere una tempestiva revisione della legge 124/2017 con l'introduzione di paletti e garanzie che assicurino la prevalenza della componente professionale nella proprietà della farmacia".


A rischio efficienza del servizio in aree disagiate

L'efficienza del servizio farmaceutico, sottolinea il sindacato dei titolari di farmacia, è "messa a rischio da una norma che può diventare uno strumento per trasformare la farmacia in un'attività puramente commerciale, se non addirittura in una copertura per riciclare soldi della malavita. A pagare le conseguenze di una farmacia non più improntata alla professionalità e all'etica sono innanzitutto i cittadini che rimangono sprovvisti di un servizio sanitario indispensabile, soprattutto nei centri minori dove la farmacia è l'unico avamposto del servizio sanitario nazionale al quale rivolgersi. Quando una farmacia chiude perché non è più economicamente sostenibile si crea un danno anche a livello occupazionale, come nel caso di Bologna".
Federfarma ritiene che "in un settore così delicato come la salute la deregulation sia estremamente pericolosa per i cittadini, per i malati e per lo stesso servizio sanitario che, a lungo andare, non potrebbe più contare sulla capillarità della rete delle farmacie".


Emendamento 51% inammissibile

Sul fronte parlamentare, tuttavia, per ora non ci sono passi in questa direzione. Tra i gli emendamenti alla manovra presentati in Senato, il 55.0.118 proposto dal M5S su titolarità e gestione delle farmacie, che disponeva che "i soci, rappresentanti almeno il 51 per cento del capitale sociale e dei diritti di voto, debbano essere farmacisti iscritti all'albo o società interamente detenute da farmacisti iscritti all'albo" è stato dichiarato inammissibile dalla Commissione Bilancio del Senato.
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