Sanità

feb142011

Farmaci a domicilio con posta, cauti i farmacisti ospedalieri

«Ben venga un'opzione in più, come quella prospettata dall'accordo Poste-Farmindustria, ma vanno concordate le modalità tramite il tavolo già costituito, e va monitorato costantemente l'esperimento in ogni suo passaggio. Tutto ciò a garanzia della sicurezza dei pazienti». È quanto afferma Pietro Finocchiaro, segretario nazionale Sifo, la Società italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie in accordo con il Sindacato nazionale dei farmacisti dirigenti del Ssn (Sinafo). «La nostra Società» continua «può garantire un'adeguata copertura territoriale a livello sia ospedaliero sia distrettuale». Per una sua corretta attuazione, Sifo confida nel ruolo di garanzia di Fofi per monitorare la distribuzione del farmaco a domicilio, promuovere la continuità ospedale-territorio ma soprattutto per assicurare ai pazienti uniformi garanzie di qualità dei processi di assistenza farmaceutica in tutta Italia. La Sifo ricorda, infine, che i farmaci “a domicilio” sono quelli del prontuario ospedale-territorio compresi nell'elenco Pht. Vi rientrano, pertanto, medicinali essenziali per la cura di patologie croniche e gravi che devono essere attentamente monitorate e per le quali è necessaria la sorveglianza delle struttura specialistica, la valutazione rischio/beneficio, la vigilanza farmacologica, la corretta conservazione (nel caso di medicinali che necessitano del rispetto della catena del freddo) e il rispetto della privacy del paziente.


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