Sanità

apr122018

Farmaci a domicilio. Sì a start up ma attenzione ad accaparramento e conservazione

Farmaci a domicilio. Sì a start up ma attenzione ad accaparramento e conservazione
Le start up che si occupano di consegna dei farmaci a domicilio, facendo da tramite, con una App, tra il paziente e la farmacia devono dialogare con il sindacato delle farmacie per rendere il sistema il più possibile omogeneo e privo di rischi come, per esempio, creare un problema di accaparramento o di cattiva conservazione dei farmaci.

A sollevare le questioni che vanno messe a punto nei sistemi come Pharmercure, la start up che consegna farmaci a domicilio con fattorini bikers, in stile Foodora, sperimentata ad Asti e in partenza anche a Torino, è Mario Giaccone presidente dell'Ordine dei farmacisti di Torino, che in un'intervista rilasciata al quotidiano La Stampa, sottolinea l'importanza di un dialogo con le rappresentanze della categoria e soprattutto del coinvolgimento di tutte le farmacie disponibili sul territorio coperto dal servizio.
Secondo Giaccone, ben venga l'innovazione ma senza confondere i farmaci con le pizze: «Questi ragazzi - commenta riferendosi ai bikers che fanno le consegne - acquistano prodotti in farmacia, quindi presidi controllati dall'autorità». E sulla gestione suggerisce di «coinvolgere tutte le farmacie perché altrimenti si rischia di discriminare l'utenza non coprendo il territorio in modo omogeneo. Bisogna evitare di creare il problema dell'accaparramento di clientela: per legge il cittadino deve essere libero di scegliere la farmacia di cui servirsi». Secondo Giaccone i rapporti devono essere trasparenti e non si devono creare «relazioni privilegiate tra aziende di fornitura servizi, come la consegna, e poche farmacie». Per superare questi potenziali ostacoli l'interlocutore deve essere il sindacato dei titolari, «per rendere il sistema il più possibile omogeno e privo di rischi». Altro tema di osservazione sono le condizioni di trasporto che devono essere adeguate al prodotto poiché alcuni «devono restare a temperatura controllata e potrebbero deteriorarsi nel trasporto».
La questione, in effetti, è già all'attenzione del sindacato che, come si apprende da lanci di agenzia, sta «studiando una collaborazione con questa start up, nel rispetto di tre obiettivi, cioè che venga garantita la possibilità per il farmacista di offrire il farmaco generico, di dare la sua consulenza e che la persona possa scegliere la farmacia che preferisce». Secondo Marco Cossolo, presidente di Federfarma nazionale e Federfarma Torino, infatti, dovrà essere il cliente a decidere se acquistare un farmaco generico, informando il biker, ma anche dove acquistarlo: la start up ha stipulato convenzioni con diverse farmacie, ma deve garantire il servizio anche al di fuori della sua rete. È un servizio che serve - specifica Cossolo - Tante volte in farmacia infatti vediamo nipoti o badanti che vengono a comprare o ritirare i farmaci per i loro nonni o assistiti». (SZ)
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