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set152016

Farmaci antidiabetici in evoluzione. All'Easd 3 position paper dei diabetologi

Farmaci antidiabetici in evoluzione. All’Easd 3 position paper dei diabetologi
È in corso a Monaco di Baviera (12-16 settembre) la 52ma edizione annuale dell'Easd (European association for the study of the diabetes). «Un convegno» rileva Giorgio Sesti, presidente della Società italiana di diabetologia (Sid) e professore ordinario di Medicina interna presso l'Università degli Studi "Magna Grecia" di Catanzaro «in cui si nota con evidenza come l'attenzione della comunità scientifica si sia spostata dagli aspetti fisiopatologici della patologia ai farmaci, rispetto ai quali si registrano molte novità (in particolare gli inibitori Dpp-4 (Dpp-4i) - molto sicuri - ma soprattutto gli analoghi Glp-1 (Glp-1a) e gli inibitori Sglt-2 (Sglt-2i) i quali, soprattutto, non solo svolgono in sicurezza la loro azione di controllo metabolico senza dare ipoglicemie, ma hanno il vantaggio di svolgere altri effetti positivi: far perdere peso, ridurre la pressione arteriosa, mantenere un buon profilo lipidico, svolgere ruoli benefici sui marker di rischio cardiovascolare e, infine, mostrare effetti positivi vascolari».

Recenti trial di sicurezza cardiovascolare (Cv) - rispettivamente con un Sglt-2i e un Glp-1a - hanno addirittura evidenziato una riduzione della mortalità cardiovascolare (rispettivamente del 34% e del 22%). «Si tratta quindi di molecole importanti per la prevenzione secondaria di eventi Cv nel diabetico post-infartuato che, sotto questo profilo, è il paziente più a rischio» sottolinea Sesti. «Ulteriori novità sotto il profilo di innovative combinazioni stanno modificando la filosofia della classica intensificazione della terapia con aggiunte successive di molecole alla metformina» aggiunge il presidente Sid. Ora si stanno sviluppando anche associazioni precostituite di Glp-1a e Sglt2-i: agendo con effetti diversi, l'effetto potrebbe essere additivo: si stanno studiando per ora solo per l'efficacia della cura del diabete e non ci sono trial in corso di tipo cardiovascolare. All'Ema è già stata approvata una combinazione precostituita con inibitore Dpp-4-i + Sglt-2i e sono in corso anche trial di combinazione basate su Glp-1a (iniettivo) + Sglt-2i per vedere gli effetti su insulinemia e controllo del peso. In futuro, probabilmente, dopo la metformina, si passerà, all'add-on di un Glp-1a o un Sglt-2i e, quando i due farmaci non basteranno, si somministreranno insieme in una combinazione precostituita. Si arriverà forse allo sviluppo di una triplice compressa con metformina».

Giorgio Sesti sottolinea inoltre la rilevanza che hanno suscitato tre position paper della Sid presentati all'Easd. Il primo rappresenta lo stato dell'arte della medicina rigenerativa con cellule staminali nell'ambito del diabete di tipo 1 al fine di ripristinare la produzione di insulina. Il secondo riguarda un argomento delicato: "Ci sono laboratori che per poche centinaia di euro promettono di predire molte patologie quali il diabete. Facciamo allora il punto per chiarire che la predittività genetica è poco affidabile mentre se si usano semplici parametri clinici quali il peso, la familiarità per diabete, l'ipertensione, etc, si ha pressoché lo stesso identico risultato, forse leggermente migliore del costoso "chip". «Tratta infine di attualità politico sanitaria il terzo documento dedicato ai biosimilari e ai farmaci generici in diabetologa "dove affermiamo" concude Sesti "che il generico di qualità vale la pena che sia utilizzato perché permette di risparmiare e quindi di investire in farmaci innovativi, e lo stesso discorso vale per i biosimilari».


Arturo Zenorini
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