Sanità

nov132018

Farmaci, Banco Farmaceutico: mezzo milione di italiani rinuncia a curarsi

Farmaci, Banco Farmaceutico: mezzo milione di italiani rinuncia a curarsi
La salute prima di tutto? Non per i poveri. Quest'anno oltre mezzo milione di italiani hanno rinunciato a cure mediche e farmaci necessari perché non li potevano pagare. È l'ennesima prova del rapporto inverso tra stato di salute e condizioni sociali, lo stesso che si intravede dietro quei quasi 14 milioni di italiani che fanno economie su visite e accertamenti. Così, la povertà sanitaria diventa uno dei paradossi del nostro sistema sanitario, che vorrebbe essere universalistico. Spunti di riflessione che arrivano dal "Rapporto 2018 - Donare per curare: Povertà Sanitaria e Donazione Farmaci" di Fondazione Banco Farmaceutico onlus e BFResearch, realizzato dall'Osservatorio Donazione Farmaci e presentato oggi a Roma presso l'Aifa.

Un primo dato riguarda le richieste di farmaci gratuiti che aumentano: 993.000 nel 2018, +22% negli ultimi cinque anni, con in cima alla lista quelli per il sistema nervoso (32%), seguiti da apparato muscolo-scheletrico (16%), tratto alimentare e metabolico (13,4%), apparato respiratorio (8,7%) e patologie dermatologiche (6,3%).

I 539.000 poveri che non si sono potuti permettere cure e farmaci, ricorda il Rapporto, rappresentano il 10,7% dei poveri assoluti italiani. Queste famiglie spendono meno per la salute rispetto alle altre, anche in proporzione: dedicano alle cure solo il 2,54% della spesa totale, 117 euro l'anno, 11 euro in più rispetto al 2017, contro il 4,49% delle famiglie non povere, 703 euro, 8 euro in più rispetto all'anno precedente. La scarsa prevenzione fa salire la spesa in farmaci, che nelle famiglie indigenti assorbe il 54% del totale, contro il 40% del resto della popolazione. Indicativa dell'indigenza è anche la spesa in servizi odontoiatrici: 2,35 euro mensili tra i poveri, contro i 24,83 euro tra gli altri, e di, conseguenza, la cattiva salute orale.

Risparmiare sulle cure è un "comportamento di massa" che coinvolge 13,7 milioni di individui, cioè 5,66 milioni di famiglie. I trend, però, sono opposti tra chi ha di meno e chi ha di più. mentre dal 2014 al 2016 la quota di famiglie non povere che hanno cercato di limitare la spesa su visite e accertamenti scendeva dal 24% al 20%, quella di famiglie povere saliva dal 43,4% al 44,6%. Intanto, però, la spesa pubblica arretra e così nel 2018 la spesa per assistenza farmaceutica non sostenuta dal Servizio Sanitario Nazionale e a carico totale delle famiglie sfiora il record storico, passando al 40,6% rispetto al 37,3% dell'anno precedente.

«Dal più recente bilancio demografico diffuso dall'Istat, nel 2017 i morti, in Italia, sono stati 649mila, 34mila in più rispetto al 2016. Nel 2015, i morti sono stati 50mila in più rispetto al 2014. Nell'ultimo secolo, solo nel corso della Seconda guerra mondiale (1941-1944) e nel 1929 si registrano picchi analoghi. Il richiamo al 1929 evoca un legame tra malessere economico e debolezza del sistema socio-sanitario che, pur con tutte le varianti e le riletture indotte dai tempi moderni, può aiutarci a capire l'altalena della mortalità su cui rischia di adagiarsi la popolazione italiana» è il commento di Gian Carlo Blangiardo nel suo editoriale contenuto nel Rapporto sulla Povertà sanitaria 2018.

«Per l'Agenzia Italiana del Farmaco, il cui obiettivo primario è la tutela della salute attraverso i medicinali, è fondamentale realizzare sinergie tra le Istituzioni, gli enti no profit e l'intera filiera del farmaco con l'obiettivo di eliminare quelle barriere socio-economiche, culturali e geografiche che possono ostacolare l'accesso alle terapie. Il bisogno terapeutico è uguale per tutti i cittadini e non può conoscere limitazioni - ha dichiarato il Direttore Generale dell'AIFA Luca Li Bassi- Le analisi messe a disposizione da Banco Farmaceutico attraverso l'Osservatorio sulla povertà sanitaria rappresentano un importante contributo di conoscenza sia per analizzare la situazione socio-economica del nostro Paese e le sue ricadute sulla salute pubblica che per individuare strategie di politica sanitaria che tengano conto della correlazione esistente tra la povertà e lo stato di salute dei cittadini».

«Sono davvero troppe le persone che non hanno un reddito sufficiente a permettersi il minimo indispensabile per sopravvivere. I dati pubblicati quest'anno nel Rapporto sulla Povertà Sanitaria dimostrano che il fenomeno si è sostanzialmente consolidato nel tempo e che, prevedibilmente, non è destinato a diminuire sensibilmente nei prossimi anni. Siamo anche convinti che il nostro Paese è caratterizzato da una cultura del dono che si esprime in maniera particolarmente visibile durante la Giornata di Raccolta del Farmaco, quando centinaia di migliaia di cittadini donano un medicinale per chi è più sfortunato. La strada per cambiare le cose è che quella cultura si diffonda sempre più anche tra le istituzioni e le aziende farmaceutiche e che quest'ultime inizino a contemplare la donazione non più come un'eccezione, ma come parte del proprio modello di sviluppo imprenditoriale destinato al bene di tutta la comunità» ha affermato Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico onlus.


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