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Politica e Sanità

16 Ottobre 2014

Farmaci da evitare, Cartabellotta (Gimbe): con black list più sicurezza e meno sprechi


Tutela dei pazienti, appropriatezza prescrittiva e riduzione degli sprechi sono gli obiettivi della black list tutta italiana di 54 farmaci che, per quanto regolarmente autorizzati, hanno «un profilo rischio-beneficio non adeguato per giustificarne l'uso». Spiega così, a Farmacista33, Antonino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, il razionale dell'iniziativa, promossa dalla Fondazione, di tradurre e adattare alla realtà italiana una lista più lunga (68 farmaci) pubblicata all'inizio del 2014 dalla rivista indipendente «Prescrire international». «In un sistema che si trova in una contrazione cronica di risorse e in cui si fa fatica a decidere dove disinvestire» aggiunge «e in cui troppo spesso gli interventi sono inefficienti e mettono a rischio il paziente, abbiamo ritenuto utile identificare i trattamenti con un profilo che per vari motivi è inadeguato. Nella lista infatti sono presenti molecole innovative, di cui si sa ancora poco e molecole che sono da 30 anni nella nostra farmacopea di cui si conoscono rischi ed effetti collaterali». Il documento specifica, infatti, che si tratta di «farmaci con effetti avversi eccessivi rispetto ai benefici, vecchi farmaci con profilo rischio-beneficio meno favorevole rispetto a nuove molecole, nuovi farmaci con profilo rischio-beneficio meno favorevole rispetto alle alternative, farmaci per i quali non esistono prove di efficacia, ma è documentato il rischio di gravi effetti avversi». E appartengono diverse classi terapeutiche, «dai chemioterapici di gestione specialistica e ospedaliera, ma anche farmaci con dispensazione territoriale» sottolinea Cartabellotta «come i Fans, per esempio, e molti altri, per i quali è importante che la decisione del singolo farmacista di consigliare su un certo farmaco sia supportata dalla conoscenza del suo profilo per aumentare l'efficienza della terapia». La lista è ovviamente rivolta, ai medici «con l'obiettivo di migliorare la prassi prescrittiva, perché se aumenta l'appropriatezza terapeutica migliora la sicurezza e contribuisce alla sostenibilità. Ma» aggiunge «vuole richiamare l'attenzione anche degli enti regolatori, poiché per i farmaci inclusi le evidenze di un profilo rischio-beneficio sfavorevole interessano tutte le indicazioni approvate. Andrebbe quindi valutata l'opportunità di ritirarli dal mercato o di limitarne le indicazioni approvate. Va comunque riconosciuto che la sorveglianza c'è ed è attiva, poiché dei 68 farmaci inclusi nella lista originale ne abbiamo rimossi 14, 11 mai stati autorizzati in Italia e 3 (nicorandil, mequitazina, floctafenina) già ritirati dal commercio». L'iniziativa, conclude Cartabellotta, «si inserisce in un progetto più ampio chiamato "Salviamo il nostro Ssn" e la lista dei farmaci è la prima edizione con cui abbiamo inaugurato la rubrica "Less is more", il prossimo obiettivo è una lista dei testa diagnostici inutili a cui stiamo già lavorando».

Simona Zazzetta

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