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lug292014

Farmaci del doppio blocco Ras, Ema ne sconsiglia uso

Farmaci del doppio blocco Ras, Ema ne sconsiglia uso
L'uso combinato di farmaci che agiscono sul sistema renina-angiotensina (Ras), noto come doppio blocco del Ras, nel trattamento dell'ipertensione e dell'insufficienza cardiaca congestizia, aumenta il rischio di effetti indesiderati e non comporta un significativo beneficio se non in un gruppo selezionato di pazienti e per questo se ne raccomandano alcune limitazioni. Sono questi i risultati della rivalutazione dei rischi, completata dall'Ema e comunicata agli operatori sanitari dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), focalizzata su tre classi di medicinali: bloccanti dei recettori dell'angiotensina (Arb), inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina (Ace-inibitori), inibitori diretti della renina (di cui aliskiren è l'unico medicinale attualmente autorizzato). Le raccomandazioni riguardano anche l'uso autorizzato dei medicinali a base di candesartan o valsartan come terapia aggiuntiva a un Ace-inibitore. In particolare, l'Ema segnala che, rispetto all'uso degli stessi farmaci in monoterapia, con il doppio blocco del Ras aumenta il rischio di andare incontro a iperkaliemia, abbassamento della pressione sanguigna e peggioramento della funzione renale e quindi non ne raccomanda l'uso e soprattutto non nei pazienti con nefropatia diabetica. Inoltre, nei casi in cui è assolutamente necessaria deve esserci la supervisione di uno specialista con uno stretto e frequente monitoraggio della funzione renale, degli elettroliti e della pressione sanguigna. L'uso concomitante di Ace-inibitori o Arbs con medicinali contenenti aliskiren è controindicato in pazienti con diabete mellito o con insufficienza renale. Valsartan e candesartan restano autorizzati per il trattamento dell'insufficienza cardiaca in combinazione con Ace-inibitori in pazienti che non possono usare altri trattamenti. Ai pazienti attualmente in trattamento con la terapia del doppio blocco Ras si raccomanda di discutere il trattamento con il proprio medico al prossimo appuntamento in programma. La revisione, spiega l'Aifa, «è stato avviato in seguito alla pubblicazione di una recente meta analisi di 33 studi clinici che coinvolgono più di 68,000 pazienti», dalla quale è emerso che a fronte dei rischi indicati, «l'utilizzo di più medicinali che agiscono sul RAS non è più vantaggioso rispetto a un singolo medicinale agente sul RAS, in termini di riduzione della mortalità complessiva».

Simona Zazzetta

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