Sanità

feb152018

Farmaci e allattamento al seno, dal Ministero indicazioni su sicurezza

Farmaci e allattamento al seno, dal Ministero indicazioni su sicurezza
«Si stima che tra il 65% e il 95% delle donne in allattamento assuma farmaci, il cui uso solleva la problematica della sicurezza in corso di allattamento». Lo comunica Il ministero della Salute che, anche per questo, ha elaborato un "Position statement sull'uso di farmaci da parte della donna che allatta al seno", scaricabile integralmente dal sito del dicastero.
Curato dal Tavolo tecnico operativo interdisciplinare per la promozione dell'allattamento al seno (Tas) e dal Tavolo tecnico per la valutazione delle problematiche relative all'allattamento al seno e la contestuale necessità di trattamento con farmaci (Tasd), il documento affronta il tema relativo all'allattamento da parte della puerpera che abbia contestuale necessità di sottoporsi a trattamento con farmaci e nasce dalla consapevolezza, come riportato nell'introduzione, che «la salute della mamma in allattamento è fondamentale per quella del bambino e, in caso di malattia, può essere valutata l'opportunità di iniziare una terapia farmacologica o di non interromperla, qualora essa sia già in atto».

L'obiettivo, dunque, è di «offrire una guida per la gestione corretta delle informazioni di sicurezza dei farmaci in allattamento, sulla base di comprovate evidenze scientifiche, considerando tuttavia che nella pratica clinica la scelta terapeutica spetta al medico, dopo valutazione clinica del singolo caso». Il documento raccoglie, per alcuni principi attivi di collaudata esperienza clinica, i dati più recenti di letteratura sulla quantità escreta nel latte e sugli eventi avversi nei neonati allattati al seno. In particolare, si precisa nella premessa del Position statement, «i limitati dati sui rischi correlati all'uso dei farmaci in allattamento non sempre aiutano a decidere se l'atteso beneficio della terapia per la donna che allatta sia superiore al rischio di eventi avversi per il bambino. Un'informazione non adeguata pertanto può indurre un'inutile sospensione dell'allattamento o la rinuncia alla cura da parte della mamma, oppure il ricorso all'automedicazione e in particolare a terapie alternative (omeopatici, integratori, fitoterapici), che non possono essere intese come pregiudizialmente più efficaci e più sicure».
La rilevanza del documento si evince da alcuni dati epidemiologici riportati nell'introduzione: in Italia «nel 2016, il Servizio di informazione sui farmaci in gravidanza e allattamento del Centro antiveleni di Bergamo ha ricevuto 28.922 richieste di consulenza sull'uso dei farmaci in allattamento, per un totale di 41.903 farmaci. Le informazioni sono state richieste, nella maggior parte dei casi, dalle donne stesse (85% dei casi), dagli operatori sanitari (9%) e dai familiari (6%). L'età del lattante al momento della richiesta di consulenza era inferiore a 6 mesi nel 57% dei casi, tra 6 e 12 mesi nel 22%, tra 12 e 24 mesi nel 17%, mentre nel 4% dei casi era superiore ai due anni. Le richieste di informazioni riguardavano l'uso di farmaci nel 98% dei casi». Tra i farmaci, al primo posto erano «gli antinfiammatori non steroidei (22%), seguiti da antibiotici (14%), gastrointestinali (14%), ormonali (5%), genitourinari (4%), cardiovascolari (3%) etc. I farmaci attivi sul sistema nervoso centrale (Snc) costituivano l'8% del totale delle richieste e riguardavano in particolare ansiolitici (49%), antidepressivi (29%), antiepilettici (12%) e antipsicotici (10%). Sulla base dei dati di letteratura disponibili» si sottolinea «i farmaci sono risultati compatibili con l'allattamento nel 91% dei casi».

La presentazione degli argomenti è suddivisa in capitoli corredati da una serie di raccomandazioni Ebm. Questi i temi affrontati:
- conseguenze della sospensione dell'allattamento (si specifica che: 1) anche una breve sospensione dell'allattamento al seno può recare un certo grado di disagio al bambino; 2) estrarre il latte dal seno potrebbe rappresentare per la madre un impegno aggiuntivo e talora potrebbe comportare qualche difficoltà; 3) il mantenimento della produzione di latte mediante spremitura [manuale, meccanica o elettrica] non è altrettanto efficace come la suzione diretta al seno materno); farmaci e allattamento e al seno; passaggio dei farmaci nel latte materno; approccio alla valutazione dell'uso di farmaci in allattamento (tra i punti principali: a) non si dovrebbe ritenere che l'assunzione di farmaci in allattamento sia in linea di principio incompatibile con la tutela della salute del lattante; b) particolare attenzione va posta quando il bambino è allattato in maniera esclusiva al seno e in particolare nei primi due mesi di vita oppure nei neonati pretermine; c) la scelta della terapia dovrebbe ricadere su principi attivi per cui vi è una comprovata esperienza clinica in allattamento, evitando i farmaci con lunga emivita o con lunga durata d'azione; d) dovrebbero essere scelti i farmaci non assorbiti o poco assorbiti per via gastrointestinale, con il minimo dosaggio terapeutico efficace). - gestione del trattamento farmacologico durante l'allattamento;
- non urgenza della valutazione del rischio lattazionale;
- uso di fonti bibliografiche autorevoli.
Concludono il documento una tabella con i principali Centri italiani di informazione di sicurezza d'uso di farmaci in corso di allattamento al seno e un elenco di farmaci generalmente compatibili con l'allattamento: Fans/analgesici e antipiretici, farmaci gastrointestinali, anestetici locali, antibiotici, altri farmaci anti-infettivi, antistaminici, antiasmatici (si è preferito non riportare farmaci ad azione sul Snc per la stretta necessità di valutazione su base individuale).

Position Statement (pdf)


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