Sanità

set262017

Farmaci equivalenti, allarme Assogenerici: aziende sotto pressione disertano le gare

Farmaci equivalenti, allarme Assogenerici: aziende sotto pressione disertano le gare
Negli ultimi cinque anni il tasso di partecipazione delle imprese genericiste alle gare di acquisto è in continua diminuzione, soprattutto per i medicinali con più antica scadenza brevettuale. Lo dimostra il progressivo aumento dei lotti non aggiudicati, che passano dal 20% del periodo 2010-2014 al 27% registrato nel 2015. È quanto emerso in occasione della sesta tappa, presso lo stabilimento di Baxter di Sesto Fiorentino, di Fabbriche Aperte, l'iniziativa avviata da Assogenerici nel 2015 per far conoscere la realtà produttiva di questo settore e incrementare la cultura dei farmaci equivalenti. Una situazione dovuta al cambiamento nelle procedure di gara utilizzate, sempre più condotte attraverso Sistemi Dinamici di Acquisto (Sda) e sempre meno per mezzo di procedura aperta (rispettivamente 22% e 74% nel 2011, verso 7.5% e 79% del 2015). «Le procedure di gara ospedaliere determinano una costante pressione sui prezzi dei farmaci a brevetto scaduto. A volumi stabili o in aumento, questo corrisponde nel tempo una riduzione del prezzo medio di acquisto. E il fenomeno è significativamente aumentato con il progredire di tutte le varie forme di centralizzazione degli acquisti» afferma Michele Uda, Direttore Generale Assogenerici.

La conseguenza è il rischio di indebolimento della concorrenza e l'interruzione delle forniture in un ambito, quello dell'off patent, che copre la maggioranza di bisogni dell'assistenza farmaceutica ospedaliera -il 24% delle dosi di farmaci utilizzate nelle strutture sanitarie appartiene alla categoria degli equivalenti- ma incide solo per il 5.1% della spesa, a prezzi ex factory. Un comparto comunque florido, con 3 miliardi di fatturato (il 37% del quale derivante da esportazioni), 60 aziende attive e 37 siti produttivi, oltre 100 milioni di investimenti ogni anno e 10.000 occupati. Date queste criticità, Assogenerici avanza alcune proposte, da attuare nel breve e medio periodo: clausola di rinegoziazione "pura", con la riapertura automatica delle gare in caso di scadenze brevettuali; introduzione di quantitativi minimi d'ordine, ed eliminazione del pay back ospedaliero, almeno per le aziende che competono nel segmento fuori brevetto contribuendo al contenimento della spesa. Altre misure riguardano un sistema equo di determinazione dei prezzi a base d'asta, lo snellimento delle procedure di gara e l'inserimento di elementi qualitativi come per esempio disponibilità di dosaggi, affidabilità del fornitore, presenza di devices affinché siano economicamente vantaggiose.


Stefania Cifani
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