Sanità

ott252016

Farmaci, Farmindustria: metà delle terapie avanzate nate in Italia

Farmaci, Farmindustria: metà delle terapie avanzate nate in Italia
Sul fronte delle terapie avanzate, ovvero quelle che consentono di avere a disposizione farmaci derivati da cellule e tessuti viventi, l'Italia è un passo avanti rispetto alle altre nazioni. Tre delle sei approvate in Europa, infatti, sono successi internazionali della Ricerca farmaceutica italiana. Se ne è parlato a Roma nel corso del convegno "Le terapie avanzate: un successo del made in Italy" organizzato da Farmindustria.

«Sono ben 27 le novità in arrivo. Sei già approvate e, di queste, sono orgoglioso di dire che 3 sono frutto della ricerca italiana», ha spiegato il presidente degli industriali del farmaco, Massimo Scaccabarozzi a margine dell'evento. «È infatti italiano - ha continuato - il primo farmaco a base di staminali, è italiano il primo farmaco di terapia genica ed è italiano il primo farmaco di origine tissutale». Per Scaccabarozzi siamo di fronte a «un processo importante. In generale ci sono 7 mila nuovi farmaci in arrivo. Se poi guardiamo all'ambito delle biotecnologie possiamo parlare di un vero e proprio "rinascimento", un periodo straordinario. La ricerca, infatti, è diventata estremamente produttiva». Le terapie avanzate, al centro della conferenza, consentono in sostanza di avere a disposizione nuovi farmaci che nascono da processi biotecnologici e che permetteranno, anche nel brevissimo periodo, di poter disporre di terapie personalizzate.

«Questo vuol dire che ci sarà la possibilità di dispensare il farmaco giusto alla persona giusta. Questo vuol dire sapere in anticipo se una terapia funzionerà o no». Per quanto riguarda le biotecnologie, ha continuato il presidente di Farmindustria, «oltre ai 202 farmaci che sono già a disposizione, altri 324 arriveranno nei prossimi anni. Ecco perché parliamo di "rinascimento". La ricerca si era un po' impoverita una decina di anni fa. Oggi, grazie a nuovi impulsi e investimenti, assistiamo a questo straordinario momento». Numeri importanti, frutto di un network hi-tech di R&S tra pubblico e privato. Secondo i numeri di Farmindustria, le aziende che operano nel Paese, sia nazionali che multinazionali, sono diventate leader nel settore anche perché possono contare su una serie di eccellenze del mondo scientifico e accademico. Una collaborazione che può innescare un circuito virtuoso per attrarre investimenti, soprattutto nella R&S. «Ma parola d'ordine affinché l'Italia si trasformi in hub dell'innovazione - ha aggiunto Scaccabarozzi - è garantire la stabilità normativa, consolidare i fondi per farmaci innovativi e cambiare strutturalmente la governance». Centrale, poi, anche il tema dei vaccini. «Di sanità è giusto far parlare le persone che se ne intendono, perché oggi ne parlano tutti. Quindi credo che un consumatore dovrebbe fidarsi degli scienziati, non di quello che pensa lui o di quello che trova sui social network». Il riferimento del presidente di Farmindustria è alla class action sui vaccini lanciata dal Codacons che stride fortemente con quanto condiviso dalla comunità scientifica internazionale.
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