Sanità

lug262019

Farmaci generici, Cossolo: nessuno conflitto di interessi per i farmacisti

Farmaci generici, Cossolo: nessuno conflitto di interessi per i farmacisti

Farmaci generici, il presidente di Federfarma nazionale Marco Cossolo rigetta la possibilità di conflitto di interessi del farmacista

Dire che i farmacisti non promuovano i farmaci generici per un "conflitto di interessi", in quanto il loro prezzo più basso significherebbe un guadagno più basso è «offensivo, oltre che falso: sui generici la legge prevede per la farmacia una remunerazione più alta, che nella maggioranza dei casi rende più conveniente per il farmacista dispensare la confezione equivalente rispetto a quella del corrispondente farmaco di marca. Quindi il farmacista non ha alcun interesse ad ostacolare l'utilizzo dei generici». Con questa motivazione Marco Cossolo, presidente di Federfarma, respinge le accuse al mittente, vale a dire il Blog Italia Idee che ieri ha pubblicato l'articolo "Il paradosso tutto italiano dei farmaci equivalenti", in cui, in un'analisi della scarsa cultura del generico in Italia, chiama in causa i farmacisti, attribuendo loro, tra le altre cose, un "conflitto d'interessi: perché minor prezzo significa minor percentuale di guadagno".

Scarsa diffusione dei generici, ma farmacia li promuove

Ed è con una lettera che Cossolo risponde all'autore dell'articolo: «Invece di lanciare accuse e supposizioni al limite della calunnia, invito l'autore dell'articolo a trascorrere qualche giorno dietro il banco per sentire direttamente le motivazioni più disparate per le quali molti italiani non si fidano dei farmaci equivalenti. L'autore dell'articolo ha ragione a denunciare la scarsa diffusione dei generici in Italia rispetto agli altri paesi europei. Sbaglia grossolanamente però quando addossa la responsabilità alle farmacie. In farmacia consigliamo sempre i generici» afferma Cossolo e cita le iniziative svolte nel tempo proprio per incentivare la cultura dei farmaci generici. «Abbiamo fatto numerose campagne di informazione - ricorda - fin dalla prima nel lontano 2001 in collaborazione con il Ministero della Salute. Successivamente abbiamo collaborato anche con Cittadinanzattiva, nella campagna "Io Equivalgo". Spesso, purtroppo, sono i cittadini a rifiutarli perché continuano a considerarli una sottomarca di scarsa qualità. Questo pregiudizio è duro a morire, e sarebbe bello se anche tutti gli altri operatori sanitari incoraggiassero maggiormente l'uso degli equivalenti, tranquillizzando il paziente circa la loro sicurezza ed efficacia. C'è da dire anche che, in alcuni casi, soprattutto gli anziani e i pazienti che assumono più farmaci preferiscono avere sempre la scatoletta a cui sono abituati».

Promuovere cultura del generico

Anche nell'ultimo numero della rivista Farma Magazine distribuite nelle farmacie, si parla del «valore degli equivalenti, con l'obiettivo di diffondere quella cultura che manca per consentire ai cittadini di risparmiare senza perdere in salute». E chiude la lettera con una richiesta: «Chiediamo alle Istituzioni di promuovere una maggiore cultura del generico, in linea con quanto fanno quotidianamente i farmacisti. In Federfarma siamo sempre pronti a collaborare a iniziative e campagne di informazione volte a promuovere l'uso degli equivalenti».
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Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
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