Sanità

lug162019

Farmaci generici, italiani ben informati. Häusermann: farmacista buon veicolo di cultura

Farmaci generici, italiani ben informati. Häusermann: farmacista buon veicolo di cultura

Farmaci generici, il presidente di Assogenerici Enrique Häusermann riflette sul grado di cultura e informazione italiano e sul ruolo del farmacista

La cultura e l'informazione sui farmaci equivalenti passano attraverso il farmacista, «e qui siamo abbastanza ben messi» e attraverso il medico, «e qui c'è da lavorare anche se oggi c'è un grande appoggio da Fimmg e Simg». A fare queste osservazioni è Enrique Häusermann, amministratore delegato di EG Spa e Crinos Spa e presidente di Assogenerici, che a margine della presentazione di una ricerca condotta su Paesi (Belgio, Francia, Germania, Gb, Polonia, Russia, Serbia, Spagna e Italia), da Kantar Health per Stada. Häusermann ha commentato alle agenzie stampa i risultati della ricerca secondo la quale il 90% degli italiani conosce perfettamente i farmaci equivalenti contro una media Europa del 63%: «Siamo rimasti molto stupiti. Mi sarei aspettato che in Paesi tipo la Germania o l'Inghilterra, piuttosto che nelle nazioni del Nord Europa, i cittadini potessero avere una conoscenza diversa da quella italiana perché completamente diverse sono le quote di mercato». In Germania, ha ricordato Häusermann, per esempio i generici rappresentano il 50% delle confezioni vendute, «l'Italia è al 25% e sale al 30% sul rimborsato dal Servizio sanitario nazionale». e aggiunge: «Mi sarei aspettato una differenza percentuale abbastanza simile. Viceversa, sembra gli italiani sembra che conoscano meglio di tutti il nostro mondo». A fronte di una crescita del mercato degli equivalenti, «costante in modo positivo rispetto a un mondo farmaceutico generale piatto e parliamo sempre di spesa territoriale, ovvero dei medicinali venduti in farmacia, c'è un divario che va colmato con più cultura e informazione». Da qui il ruolo degli operatori sanitari: «La cultura e l'informazione si fanno a livello del farmacista, e qui siamo abbastanza ben messi, e a livello del medico, e qui c'è da lavorare. Ma oggi abbiamo un grosso appoggio dai camici bianchi di famiglia e nella fattispecie da Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) e Simg (Società italiana di medicina generale e delle cure primarie)». Sul fronte dell'opinione pubblica, secondo Häusermann «bisogna abbattere lo scetticismo che c'è da parte dei pazienti perché ci sono ancora molti medici e molti pazienti che non riconoscono al medicinale equivalente le caratteristiche che hanno i farmaci a marchio». Da parte degli attori della sanità, precisa in chiusura di intervista «non ci interessa la promozione. Ci interessa far capire che si possono risparmiare dei soldi, ma li possono risparmiare soprattutto i cittadini».
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