Sanità

dic52017

Farmaci illegali online, D'Ambrosio: valutare con urgenza campagna di informazione

Farmaci illegali online, D’Ambrosio: valutare con urgenza campagna di informazione
La diversificazione e il tipo di farmaci, dal sildenafil agli anabolizzanti ai farmaci a base di oppiacei, venduti illegalmente tramite siti situati in paesi fuori dall'Italia, deve farci riflettere e valutare con urgenza l'opportunità di promuovere una campagna di informazione, sensibilizzazione ed educazione sanitaria a tappeto sulla popolazione, in luoghi strategici. Con queste parole il senatore Luigi d'Ambrosio Lettieri (Dit), componente Commissione Sanità, commenta l'operazione del Nucleo speciale frodi tecnologiche della Guardia di Finanza, verso i quali esprime il suo plauso, che ha consentito nei giorni scorsi di identificare 128 siti web esteri, operanti anche in Italia, che vendevano online farmaci soggetti a prescrizione medica. «Grazie alla loro attività investigativa, questi siti sono stati posti sotto sequestro preventivo dalla Procura di Roma e inibiti alla vendita -precisa D'Ambrosio. «Una buona notizia certamente, un altro tassello che va ad aggiungersi alla lotta contro pratiche illegali e pericolose per la salute pubblica di cui ci siamo occupati in commissione Sanità con una indagine conoscitiva sul tema. A proposito, mi preme ricordare l'impegno del compianto generale dei Nas, Cosimo Piccino, proseguito con il generale Vincelli e con l'attuale comandante, gen. Lusi». E lancia una riflessione: «La diversificazione e la tipologia dei medicinali venduti illegalmente tramite siti situati in Usa, Gran Bretagna, Russia, Ucraina e Malesia - dal viagra agli anabolizzanti ai farmaci a base di oppiacei - credo, però, debba farci riflettere. Sapere, infatti, che ci sono persone che acquistano al buio questi farmaci, spesso contraffatti, suscita inquietudine e pone molti interrogativi che non dovremmo ignorare. Mi chiedo chi e perché possa decidere di mettere in pericolo la propria salute e, possibilità certo non remota, anche la propria vita, acquistando medicinali di quella tipologia, di provenienza sconosciuta, sprovvisti delle dovute autorizzazioni, assolutamente senza garanzia, né sulla loro effettiva efficacia, né sulla loro potenziale tossicità e neppure sulle modalità di confezionamento e sullo stato di conservazione. Medicinali che, soggetti a prescrizione medica, dovrebbero essere assunti sotto il suo diretto controllo nel rispetto dell'aderenza terapeutica. Le risposte possono essere diverse, ma penso occorra darsi quelle giuste per poter prendere le dovute contromisure, considerato l'alto rischio per la salute. Mi chiedo anche se non sia il caso di valutare con urgenza l'opportunità di promuovere una campagna di informazione, sensibilizzazione ed educazione sanitaria a tappeto sulla popolazione, in luoghi strategici, a cominciare dalle scuole per finire agli ambulatori, ma anche nelle comunità, nei centri di accoglienza e sulla rete. Perché una delle armi più efficaci e indispensabili contro questa cattiva prassi è la consapevolezza. Di quanto possa essere pericolosa».
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