Sanità

mag302017

Farmaci innovativi, contratti troppo onerosi. Emendamento a manovra apre a gare

Farmaci innovativi, contratti troppo onerosi. Emendamento a manovra apre a gare
La commissione Bilancio della Camera ha licenziato il Dl manovra, votando il mandato al relatore Mauro Guerra (Pd). Il provvedimento verrà esaminato da oggi dall'Aula della Camera, dove non viene escluso il ricorso da parte del Governo alla questione di fiducia. Il decreto legge scade il prossimo 23 giugno e deve essere discusso anche dal Senato. Tra le norme che potrebbero essere riviste quelle del decreto legge 50/2017 che premiano i farmaci innovativi del decreto legge 50, decreto che ora si trova in fase di conversione in legge. La Commissione Bilancio della Camera ha dato l'ok a due emendamenti che potrebbero diffondere l'intervento dei due Fondi speciali del Ssn (farmaci innovativi e innovativi oncologici) senza necessariamente prevedere oneri più elevati.

La "manovrina" ha ammesso al rimborso dei due Fondi - che avviene nell'ambito di un contratto triennale negoziato con la specifica industria farmaceutica - i soli principi dichiarati dall'Aifa realmente "nuovissimi", che raggiungono giudizi al top su tre item: bisogno terapeutico della popolazione, valore terapeutico aggiunto e qualità delle prove. Invece ai farmaci per i quali la commissione tecnico scientifica Aifa riconoscesse la sola innovatività condizionata, ad esempio perché esistono alternative terapeutiche, è confermato il solo inserimento in contemporanea nei venti prontuari regionali per 18 mesi. Ora un emendamento del deputato Margherita Miotto (Pd) consente pure ai farmaci con innovatività condizionata una volta inseriti nei prontuari regionali di entrare nella copertura dei due fondi, secondo tipologia, nel giro di 18 mesi. Si aprono i Fondi a nuove spese? «L'emendamento da me presentato va letto come un segnale per far capire che si è ammessi alla copertura dei Fondi se si verificano le condizioni, anche economiche, favorevoli; in altre parole, è necessario fare più gare, e in linea di principio per tutti i farmaci innovativi», dice Miotto.

«Stanno arrivando nuovi farmaci, molto innovativi. È irrealistico pensare che i Fondi previsti nella legge di stabilità li possano coprire tutti, con contratti lunghi tre anni, specie se il Servizio sanitario ammette condizioni estremamente onerose, com'è avvenuto anche di recente. Nell'arco di un anno e mezzo possono arrivare altri principi attivi, si può creare una concorrenza che fa scendere i prezzi. E si possono fare le gare, che consentirebbero di acquisire una maggior quantità di principio attivo e di curare più pazienti. Quindi, se un principio attivo è l'unico sul mercato pazienza, se però altri si affacciano all'orizzonte si ragioni in termini di equivalenza terapeutica e si abbrevi la durata dei contratti». Un secondo emendamento a firma di Silvia Giordano (M5S) prevede che se abbondano a fine anno risorse dai fondi per i farmaci innovativi esse confluiscano nella quota di finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard. «È molto difficile che i fondi per i farmaci innovativi e oncologici non si esauriscano e se ne ottengano risparmi - riflette Miotto - ma in teoria può accadere e ove avvenisse è doveroso rendere tali risorse disponibili per il Servizio sanitario».

Mauro Miserendino
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