Politica e Sanità
04 Maggio 2016Crescono i brevetti delle start up che nascono e operano nel comparto delle scienze della vita: la media di quelle che hanno depositato un brevetto sale a una su 4. Mentre il dato per quanto riguarda altri settori si ferma a una su 5. È il quadro che emerge da uno studio realizzato da I-Com, Istituto per la competitività, presentato a Roma in occasione del lancio del progetto "Hi Future!" di Janssen, azienda farmaceutica del gruppo Johnson & Johnson. «Oggi abbiamo 35 nuove molecole in sviluppo e ben il 25% del nostro fatturato italiano deriva da nuovi farmaci introdotti dopo il 2010. Abbiamo all'attivo ben 8 farmaci che sono stati dichiarati dall'organizzazione mondiale della sanità come essenziali per l'umanità» ha annunciato Massimo Scaccabarozzi, presidente e ad di Janssen Italia, in occasione dei 40 anni di attività dell'azienda in Italia. «Questo - prosegue - dimostra come la ricerca ci abbia guidato fino a oggi, e continuerà a farlo in futuro. Futuro che prima di tutto riguarda le nuove generazioni, per questo abbiamo voluto un progetto che per la prima volta parlasse ai giovani di come la salute di domani passi dall'innovazione, un'innovazione come la nostra».
Janssen-farmaceutica, nel presentare i dati, ha evidenziato come l'azienda sia una realtà rilevante nel panorama economico italiano: il suo fatturato è cresciuto del 66% negli ultimi 9 anni, con un valore economico prodotto di quasi 1 miliardo di euro, di cui 208 milioni sono di Pil attivato. A fronte di questa crescita, l'azienda conferma «il piano di sviluppo dell'impianto di produzione italiano, con sede a Latina, investendo altri 66 milioni di euro dal 2016 al 2019: questa tranche servirà per ampliamenti, aumento della capacità produttiva e ulteriore avanzamento dei processi produttivi». Il sito rappresenta un polo strategico per la produzione globale dei farmaci, oltre che uno tra i più avanzati al mondo per i processi produttivi utilizzati. Gli investimenti dell'azienda in Italia, sempre nel 2014, sono stati di 29,5 milioni di euro, di cui 16,6 milioni per l'ampliamento e la crescita dell'impianto produttivo e 12,9 milioni in attività di ricerca e sviluppo. «Siamo una start up di 40 anni e mille dipendenti - ha aggiunto Scaccabarozzi - perché da quando siamo nati abbiamo portato innovazione in diverse aree terapeutiche, cambiando il corso di patologie ad alto impatto sociale come l'Hiv, l'epatite, le malattie onco-ematologiche e mentali».
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