Sanità

set22016

Farmaci low cost: in Slovenia per fascia C a metà prezzo

Farmaci low cost: in Slovenia per fascia C a metà prezzo
Dal Friuli-Venezia-Giulia alla Slovenia per comprare medicinali a metà prezzo. Il fenomeno 'migratorio' per acquisti low cost, che interessa i medicinali di Fascia C e C bis ovvero quelli che si possono acquistare dietro presentazione di ricetta bianca o senza prescrizione qualora si tratti di farmaci da banco, è ormai prassi consolidata secondo quanto riportato dalle pagine dei giornali locali. Fare l'acquisto in Slovenia è semplicissimo, poiché si tratta di un Paese comunitario e le ricette firmate dai medici italiani vengono accettate senza problemi. I medicinali sono identici, anche nella confezione, ma sono meno cari perché le case farmaceutiche fissano le tariffe sulla base del costo della vita dei singoli Paesi, esattamente come fanno le multinazionali della sigaretta e del cheeseburger.

Non esiste, quindi, un prezzo europeo e succede così che la Slovenia risulti molto attrattiva per chi abita nelle nazioni confinanti. Pillole anticoncezionali, farmaci contro l'impotenza, ormoni per la fecondazione assistita, i farmaci più venduti agli italiani che vanno oltre confine a fare shopping low cost. I prezzi sono in effetti più che invitanti. In Slovenia la pillola Yaz è venduta a 7,68 euro: meno della metà dei 16,95 italiani. E si risparmia molto anche sulle compresse dell'amore: otto pastiglie di Vizarsin 50 (il generico del Viagra) si comprano a 23,62 euro contro 82, mentre otto confetti di Cialis 20 si portano a casa con 95 euro invece di 128,4. Cambiando tipologia di farmaco, invece, avremo un ansiolitico come il Lorans 2,5 che in Slovenia costa 4 euro: in Italia 9,45. Ma sebbene il fenomeno cresca, non sembra preoccupare i farmacisti triestini.

«Siamo l'ultima possibilità che resta prima di andare a comprare di là», precisa dalle pagine de 'Il Piccolo' il presidente dell'Ordine dei farmacisti di Trieste, Marcello Milani, titolare di una farmacia proprio a Basovizza, a pochi metri dal confine. Ma per Milani il fenomeno non incide particolarmente sul mercato, perché i consumatori sono attenti e legati al rapporto con il farmacista. «Attenzione però - avverte - a non considerare il costo più basso della medicina come una ragione per abusarne: dopo l'introduzione dei prodotti generici in Italia, la possibilità di acquistare psicofarmaci a prezzi inferiori ne ha ad esempio provocato il maggiore utilizzo. Non è un buon segnale».


Rossella Gemma
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