Sanità

feb152017

Farmaci online, sondaggio farmacisti: sì a parafarmaco, no a Otc e Sop

Farmaci online, sondaggio farmacisti: sì a parafarmaco, no a Otc e Sop
Se sono molti i farmacisti favorevoli alla vendita online del parafarmaco (52%), i numeri calano quando si parla di Sop e Otc (25%) per diminuire considerevolmente se a essere interessati dalla vendita via web dovessero essere i farmaci con prescrizione medica (5%). Sono questi alcuni dei risultati della survey online "Farmacie, e-commerce e contrasto alla contraffazione dei farmaci", promossa da Farmacista33, in collaborazione con Simona Lombardo, Centro di Ricerca in Farmacologia Medica presso l'Università degli Studi dell'Insubria di Varese (Direttore Prof. Marco Cosentino), e Paolo Vintani, vice presidente della Fondazione Onlus - Ricerca e Salute di Roma. Al questionario hanno risposto 668 farmacisti, di cui il 41% titolari di farmacia, il 41% collaboratori di farmacia e il 2,7% titolari di parafarmacia.

Tra i dati che emergono, il 52% delle farmacie e parafarmacie nelle quali i farmacisti che hanno risposto svolgono la professione è dotato di un sito web. Per quanto riguarda l'aggiornamento dei contenuti, questo avviene abitualmente (almeno ogni settimana) nel 41% dei casi, nel 29% sporadicamente (almeno una volta al mese) e nel 21% occasionalmente (meno di una volta al mese). Nel 9% i contenuti del sito web non vengono mai aggiornati. A lavorare invece in presidi che praticano e-commerce sono il 40% dei rispondenti: in questi casi, per il 57% la vendita riguarda parafarmaci, per il 2% farmaci senza obbligo di prescrizione e il 41% entrambe le categorie. Per quanto riguarda i social network (Facebook, Google+), a lavorare in farmacie o parafarmacie che ne fanno uso sono il 51% e in termini di aggiornamento dei contenuti, nel 61% dei casi questo avviene abitualmente (almeno ogni settimana), nel 24% sporadicamente (almeno una volta al mese) e nel 11% occasionalmente (meno di una volta al mese), mentre nel 5% non vengono mai aggiornati. Un dato interessante emerge in tema di contraffazione e riguarda il ruolo del farmacista: alla domanda "Che cosa potrebbe fare il farmacista nel contrasto alla contraffazione di farmaci e parafarmaci (possibili più risposte)", secondo i rispondenti in testa c'è l'informazione ai clienti (81%), seguito dalla collaborazione per esempio con le forze di polizia (74%) e dal monitoraggio del fenomeno (52%).

«Da farmacista» è il commento di Paolo Vintani «sono convinto che le farmacie potrebbero diventare un importante punto di osservazione sul territorio, tenuto anche in considerazione il fatto che il farmacista è un professionista preparato e attento e che c'è un rapporto di fiducia con i propri assistiti. Questo può portare i clienti a porre domande non necessariamente inerenti i farmaci e il farmacista può essere in grado di reperire informazioni sulle abitudini comportamentali degli utenti. Certamente è importante coinvolgere le farmacie in campagne di educazione e informazione, anche perché il farmacista è in grado di stimolare l'utente a valutare i rischi per la salute e per il sistema sanitario. Credo che la vera sfida del futuro sia il dialogo tra le professioni e il dialogo con le istituzioni. La forte perdita di ruolo dei professionisti (medici e farmacisti) a favore del Web danneggia il cittadino: per questo proporre professionisti credibili e impegnati non è un solo dovere, ma una necessità».


Francesca Giani
discuti sul forum

ANNUNCI SPONSORIZZATI


Download Center

Principi e Pratica Clinica
Tomasi - Atlante della salute in viaggio
vai al download >>

SUL BANCO