Sanità

giu132015

Farmaci online, Tar Lazio: illegale il link a siti di vendita

Farmaci online, Tar Lazio: illegale il link a siti di vendita
L'attività di reindirizzo, tramite link o banner, effettuata dal proprio sito internet verso siti commerciali di vendita online di farmaci etici rappresenta una pratica illegale e sanzionabile nonché commercialmente scorretta. Lo ribadisce una sentenza del Tar del Lazio che conferma la sanzione, di 40mila euro anziché 50 mila, stabilita dall'Autorità garante della concorrenza, al proprietario del sito che aveva fatto ricorso in quanto la riteneva eccessivamente elevata. Motivo dell'attenuazione secondo i giudici è la semplice valutazione delle condizioni economiche dell'impresa del ricorrente, a cui è stata data «una incidenza stimabile nel 20%». Da qui lo "sconto" di pena, mentre hanno ritenuto di rigettare tutte le restanti rimostranze contenute nel ricorso affermando peraltro che la pratica commerciale operata è scorretta in quanto viola il codice del consumo. Il sito italiano, si rammenta nella sentenza (n.4579) risultava collegato a due società ben note alle cronache, già bloccate in Italia e sanzionate dall'intervento delle autorità, la Hexpress Ltd, da web Pharmacy RX. Il sito di fatto agganciava il consumatore e lo inviava tramite link ai due siti di vendita di farmaci con obbligo di prescrizione, in particolare per la disfunzione erettile, con ampie rassicurazioni sulla liceità della vendita online dei farmaci sull'autenticità e sicurezza dei farmaci offertiti e sulla qualità e convenienza delle operazioni commerciali proposte. Il Tar, oltre a riportare il quadro normativo vigente, vale a dire il divieto di vendita di qualsivoglia tipo di farmaco, etici o farmaci da banco, che non avvenga alla compresenza fisica di farmacista e consumatore e nel caso degli etici, in assenza di prescrizione di un medico, segnala che «l'attività va sicuramente ascritta ad attività professionale ai sensi del codice del consumo» che  sancisce, in via generale, il divieto di pratiche commerciali "scorrette" vale a dire se false o idonee a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico, in relazione al prodotto, del consumatore.

Simona Zazzetta

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