Sanità

mag52016

Farmaci oppiacei, medici cosentini accusati di false prescrizioni

Farmaci oppiacei, medici cosentini accusati di false prescrizioni
Misure cautelari nei confronti di otto persone e sequestro preventivo per l'equivalente di circa 150mila euro, disposto nei confronti di sei medici di base, accusati di prescrizione abusiva di farmaci oppiacei, usati da tossicodipendenti al posto dell'eroina, e truffa al sistema sanitario nazionale. Questo l'esito dell'operazione dei carabinieri di Rende, Cosenza e San Marco Argentano che, si apprende dalla stampa locale, ha portato alla luce l'attività illecita di medici che con false prescrizioni attestavano che i loro pazienti avessero diritto all'erogazione di farmaci oppiacei. Secondo gli inquirenti i medici cedevano alle richieste dei loro assistiti in seguito a una certa insistenza di quest'ultimi, che con problemi di tossicodipendenza sostituivano l'eroina con farmaci oppiacei. Dal canto loro i medici acconsentivano «motivati in parte dal desiderio di "aiutarli", in parte dall'egoistica finalità di non perdere il paziente, che minacciava di rivolgersi ad altri dottori più disponibili».

La procura di Cosenza ha ipotizzato che tra il 2011 e il 2013 nel cosentino, farmaci come il Durogesic della Janssen-Cilag S.p.A., o l'Actiq della Dompé, erano divenuti merce circolante nella galassia del traffico di stupefacenti. Traffico, spiegano gli inquirenti, venuto alla luce inseguito a "incidente domestico": un bambino di due anni è finito in ospedale per l'accidentale ingestione di Actiq e il padre preoccupato ha confessato ai carabinieri di utilizzare il farmaco non per necessità ma perché valido sostituto dell'eroina ottenuto grazie alle prescrizioni di medici compiacenti. I medici attestavano le false condizioni cliniche e i finti pazienti con ricetta in mano potevano rifornirsi di oppiacei e morfino-farmaci a spese del Servizio sanitario nazionale. Secondo le ricostruzioni dei fatti, uno dei falsi pazienti, oggi ai domiciliari, aveva fatto irruzione in uno studio medico e minacciare il dottore, fingendo di avere una pistola sotto i vestiti, pur di avere una prescrizione abusiva.
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