Sanità

nov162021

Farmaci. Osservatorio Nomisma sui generici: scarsità principi attivi e stima dei fabbisogni, i nodi da superare

Farmaci. Osservatorio Nomisma sui generici: scarsità principi attivi e stima dei fabbisogni, i nodi da superare

Scarsità di principi attivi, colli di bottiglia dei cicli produttivi, reshoring della produzione e regole per le gare d'appalto ospedaliere. I temi dell'Osservatorio sul sistema dei farmaci generici

La scarsità di principi attivi e materie prime farmaceutiche e i colli di bottiglia dei cicli produttivi e la necessità di una stima precisa dei fabbisogni per le gare pubbliche ospedaliere sono i due nodi al centro dell'edizione 2021 dell'"Osservatorio sul sistema dei farmaci generici", realizzato dalla Società di studi economici Nomisma per Egualia, presentato oggi a Roma con la partecipazione di Giovanni Tria (consigliere del Ministro dello Sviluppo Economico), Alessandro D'Arpino (vicepresidente Sifo), Salvatore Torrisi (presidente Fare).


Raggiungere livello accettabile di autosufficienza strategica

Sulle prospettive di crescita pesano la carenza di materie prime e i colli di bottiglia nelle catene del valore, che coinvolgono tutti i comparti produttivi, incluso il farmaceutico. Il dito è puntato sulle delocalizzazioni finora percepite come un vantaggio per l'Unione europea. L'Ue, dopo essersi impoverita per decenni delle lavorazioni primarie a basso valore aggiunto, ora è "costretta a correre ai ripari a fronte di situazioni limite di quasi scarsità".

«Il controllo delle nuove materie prime e delle produzioni primarie da parte dei Paesi asiatici è diventata ormai un'arma di competizione letale - ha spiegato Lucio Poma, chief economist di Nomisma e coordinatore scientifico dello studio -. Per questo uno degli obiettivi primari della nuova Pharmaceutical Strategy europea punta a diversificare le catene di produzione e di approvvigionamento, promuovendo gli investimenti produttivi all'interno dell'Unione».
Secondo lo studio, per ridurre i colli di bottiglia in tema di principi attivi e materie prime farmaceutiche, ci sono due principali strade da percorrere: moltiplicare le fonti di approvvigionamento oppure internalizzare alcune fasi della catena (reshoring). Poma ha ricordato che i prezzi dei principi attivi variano molto e, «se il principio attivo ha un valore molto elevato si può produrlo, in regime di completa concorrenza, anche in Italia».
La cosa cambia per i principi attivi di scarso valore unitario: «Le dimensioni minime efficienti sono enormi, - ha spiegato Poma - come importante è l'asimmetria tra Asia e Ue sui costi del lavoro. Senza aiuti di stato all'impresa o meccanismi di controllo della domanda, assieme a politiche di acquisto più sostenibili nel tempo, difficilmente potrà nascere una impresa di dimensioni tali da poter competere contro i colossi asiatici».

Secondo l'Osservatorio Nomisma "una proposta concreta è quella di estendere la durata del Temporary Framework sugli aiuti di Stato, concesso per la lotta alla pandemia, bel oltre l'attuale limite, per disporre di un lasso temporale adeguato all'implementazione di azioni strutturali di medio termine, estendendo anche le scadenze previste per il completamento dei progetti, prevedendo almeno 3-5 anni, periodo medio necessario per qualunque investimento nel settore, e rimuovendo il limite degli aiuti, oggi erogabili solo per i prodotti rilevanti per il Covid".
Inoltre, per incentivare il reshoring per la produzione in Italia di principi attivi farmaceutici scaduti di brevetto e per avviare un polo competitivo europeo bisogna agire sia sull'offerta che sulla domanda "servono aiuti diretti alle imprese, anche sotto forma di sovvenzione - in fase d'avvio - per colmare il gap tra costi di produzione e bassi prezzi internazionali e va orientata parte della domanda pubblica sui farmaci che utilizzano i principi attivi prodotti nell'UE".


I principali dati di settore dei farmaci equivalenti

Secondo l'osservatorio, il 75% degli equivalenti consumati a livello globale è prodotto in Europa e Germania e Italia si confermano come maggiori Paesi produttori di equivalenti. Si tratta di imprese che generano un volume d'affari di 4,3 Mld di euro (+ 8% medio annuo) ma indicatore EBITDA su Ricavi al 10.6%, inferiore ai livelli del 2014, segno della complessa sfida della sostenibilità delle imprese di equivalenti. Le imprese associate ad Egualia registrano un impatto complessivo (effetto diretto, indiretto e indotto) pari a circa 8,0 Mld di euro in valore produzione e oltre 39 mila occupati.


Gare farmaci, stimare i fabbisogni. Ecco le strategie

Le gare pubbliche ospedaliere e la stima dei fabbisogni con "le Regioni italiane decisamente impreparate" sono il secondo focus sviluppato dall'Osservatorio Nomisma: "Nella maggior parte dei casi - riferisce lo studio - la stima viene effettuata sulla base dello storico degli anni precedenti, spesso ricostruito a partire da flussi informativi sui consumi poco strutturati a livello di rete".
Meno discrezionalità delle stazioni appaltanti, più uniformità dei procedimenti, sburocratizzazione e diminuzione degli oneri per le imprese sono le soluzioni proposte dallo studio. E queste le strategie operative suggerite:

  • creare un algoritmo previsionale a livello nazionale, utilizzabile e personalizzabile dalle diverse regioni, in grado di sistematizzare i dati di consumo con i profili epidemiologici, attuali e prospettici, della popolazione;
  • valutare congiuntamente fattori di prezzo assieme ad elementi qualitativi che aggiungano valore, misurabile, all'offerta in base alle categorie di farmaci;
  • realizzare accordi quadro che permettano la compartecipazione di più imprese per l'aggiudicazione delle forniture;
  • prevedere l'obbligatorietà di riaprire il confronto competitivo tra le imprese all'ingresso del primo equivalente sul mercato (come accade sui biosimilari), invece di contrattare unicamente con l'originator allineamenti di prezzo ai livelli più bassi vigenti.
  • limitare il carico di documenti per partecipare alla gara, lasciando al solo vincitore l'onere di presentazione della documentazione completa;
  • fissare un tetto minimo oltre il quale l'ente appaltante non può scendere nella richiesta di ordinativo effettivo all'impresa.

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