Sanità

mar312015

Farmaci, Rapporto Osservasalute: consumi in crescita, antidepressivi in testa

Farmaci, Rapporto Osservasalute: consumi in crescita, antidepressivi in testa
Aumenta l'uso di medicinali fra gli italiani, specie tra gli anziani: nel 2013, il consumo farmaceutico territoriale è cresciuta rispetto all'anno precedente (+4,8%). Nelle farmacie pubbliche e private sono state erogate, complessivamente, circa 1,3 miliardi di confezioni - in media 22 per ogni cittadino - di cui 608 milioni a carico del Servizio sanitario nazionale. Ed è di nuovo in aumento il consumo di antidepressivi. Lo sottolinea la XII edizione del Rapporto Osservasalute (2014) presentato a Roma all'Università Cattolica. Nell'anno di riferimento sono state prescritte 1.032 dosi di farmaco al giorno per 1.000 abitanti. Si noti che nel periodo 2010-2013 si è registrato un incremento cospicuo dei consumi nelle classi di età più anziane, che raggiunge il 42% negli over 75. L'aumento delle quantità dei farmaci prescritti rispetto all'anno precedente è comune a tutte le regioni con incrementi che variano da +1,4% del Molise a +10,4% della Pa di Trento. La popolazione con più di 65 anni assorbe circa il 70% delle dosi giornaliere; al contrario, la popolazione entro i 14 anni di età consuma circa l'1,5% delle dosi. Migliorato, comunque, nell'ultimo decennio lo stato di salute degli italiani che risulta complessivamente buono, con un aumento, nei 10 anni trascorsi, della speranza di vita per entrambi i generi (passata dal 2002 al 2012 per gli uomini da 77,2 a 79,6 anni e per le donne da 83,0 a 84,4 anni) ed una diminuzione del tasso di mortalità infantile, pur con differenze non da poco tra Nord e Sud (nel 2011 il tasso di mortalità infantile è stato di 3,1 morti per 1.000 nati vivi, in diminuzione rispetto al 2006 in cui era di 3,4; si noti però che un nato residente nel Meridione ha una probabilità di morire nel primo anno di vita 1,3 volte superiore rispetto a uno residente al Centro e 1,4 volte superiore rispetto a uno residente al Nord). Se l'aumento della prevalenza di malattie croniche, legata all'invecchiamento della popolazione, è una prospettiva futura, assai allarmante è il quadro proposto dal Rapporto che riferisce di un preoccupante aumento dei nuovi casi di tumori prevenibili. Infatti, tra le donne, i nuovi casi di tumore al polmone, tra il 2003 e il 2013, sono aumentati del 17,7%, così come quello alla mammella che registra un incremento del 10,5%. Tra gli uomini l'incidenza del tumore al colon retto, nello stesso periodo, è aumentata del 6,5%. A fare le spese di questo peggioramento del quadro epidemiologico sono soprattutto le regioni del Mezzogiorno, nelle quali gli aumenti sono stati spesso più marcati. Questi sono segnali molto preoccupanti che testimoniano con forza l'esigenza di investire in prevenzione, soprattutto se si considera che, laddove questa attività è stata svolta si sono ottenuti risultati molto positivi, infatti, il numero di nuovi casi del tumore alla cervice uterina, nel decennio considerato, risulta in forte diminuzione (-33,3%). Restano quelli di sempre i punti deboli della salute degli italiani, sintetizzabili nei pessimi stili di vita che restano tali, probabilmente anche in correlazione a condizioni di vita sempre più precarie e difficili nel quotidiano. Un dato esemplificativo tra tutti, la sedentarietà che aumenta in maniera significativa per entrambi i generi: da 34,6% a 36,2% negli uomini e da 43,5% a 45,8% nelle donne. Non di poco conto, poi, il problema persistente di peso del peso degli italiani: continua il trend in crescita della percentuale dei sovrappeso e obesi, complessivamente, il 45,8% dei soggetti con almeno 18 anni è in eccesso ponderale (era il 45,4% nel 2009, il 45,9 nel 2010, il 45,8 nel 2011).

Rossella Gemma

discuti sul forum

ANNUNCI SPONSORIZZATI


Download Center

Principi e Pratica Clinica
Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
vai al download >>

SUL BANCO