Sanità

set182018

Farmaci senza brevetto, crescono in farmacia. In scadenza molecole per 3,1 miliardi di spesa

Farmaci senza brevetto, crescono in farmacia. In scadenza molecole per 3,1 miliardi di spesa
Continua la crescita di farmaci senza brevetto - che raggiungono in farmacia poco meno del 22% dei consumi - e dei biosimilari - con il 12% del mercato di riferimento. E, se da un lato, entro il 2023 andranno in scadenza farmaci pari a 3,1 miliardi di euro di spesa l'anno, nel triennio 2018-2020, con l'arrivo degli equivalenti di diverse molecole, si raggiungeranno risparmi cumulati superiori a 800 milioni di euro, mentre il valore del mercato dei principali prodotti biologici che perderanno la protezione brevettuale, tra il 2018 e il 2022, ammonterà a circa 1 miliardo di euro. Ma, per le sette molecole in questione, in assenza di competizione da parte di biosimilari si stima, nei prossimi cinque anni, una spesa cumulata di circa 5,6 miliardi. Sono questi alcuni dei dati contenuti nel Rapporto sui trend di mercato del primo semestre 2018 realizzato dall'Ufficio studi Assogenerici-IBG e diffusi in occasione dell'Assemblea pubblica di Assogenerici, che si è tenuta ieri a Roma. Per quanto riguarda gli equivalenti, anche grazie alle nuove immissioni in commercio, nel canale farmacia, hanno raggiunto, nel primo semestre 2018, il 21,95% del totale del mercato farmaceutico a volumi e il 13,14% a valori, segnando una crescita rispetto al primo semestre dell'anno scorso (tutte le classi), del 5,7% a unità e del 12,1% a valori, a fronte di un rallentamento del mercato farmaceutico complessivo (+0,2% a unità, -1,3% a valori) determinato dall'arretramento dei brand a brevetto scaduto (-1,4% a unità e -3,3% a valori). Complessivamente il mercato dei generici equivalenti vale circa 1,84 miliardi (prezzi ex factory), assorbendo il 17,6% del mercato farmaceutico nazionale complessivo, pari a circa 10,5 miliardi di euro (sempre prezzi ex factory), con un giro d'affari che si conferma concentrato essenzialmente in classe A, per un totale di 1.45 miliardi (il 78,8% del totale della spesa per farmaci generici e l'89,5% a confezioni). Guardando al comparto farmacia, per quanto riguarda i consumi in classe A, emerge, da un lato, nel periodo considerato, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, una flessione dell'1% del numero di confezioni rimborsate dal SSN, con in particolare un calo dei prodotti ancora coperti da brevetto pari al 15,4% a unità. Mentre i farmaci a brevetto scaduto crescono e, in particolare, gli equivalenti, che assorbono il 29,3% dei consumi a unità e registrano un +3,9% rispetto al 2017. In parallelo risulta in calo il dato a valori relativo alla spesa rimborsata dal SSN: nel primo semestre è diminuita del 4,3%, a fronte di una flessione del -17,6% per i prodotti ancora coperti da brevetto e una crescita dell'8,4% nel segmento dei generici-equivalenti.

Dal Report si confermano, ancora una volta, le disparità regionali e il divario Nord-Sud: a guidare la classifica dei consumi di equivalenti è la Provincia Autonoma di Trento, con il 42,5 sul totale delle unità dispensate SSN nel periodo gennaio-giugno, seguita da Lombardia (38,8%), Emilia Romagna (36,4%), Friuli Venezia Giulia (36,2%) e Valle d'Aosta (35%). Fanalino di coda Calabria (19,5%), Basilicata (19,8%), Campania e Sicilia (21% a pari merito). Per quanto riguarda il mercato ospedaliero, gli equivalenti in classe A e H assorbono il 26,1% dei consumi a volumi e il 2,1% a valori. Vale una riflessione il fatto che a in testa siano i brand a brevetto scaduto - 38,8% dei consumi a volumi e 5,2% a valori - mentre i farmaci ancora protetti da brevetto o senza generici corrispondente valgono il 35% dei consumi a volumi, pari al 92,8% della spesa farmaceutica pubblica ospedaliera. A ogni modo, entro il 2023 andranno in scadenza di brevetto farmaci che determinano una spesa di 3,1 miliardi di euro l'anno; nel triennio 2018 - 2020, con l'arrivo dei farmaci equivalenti di diverse molecole in scadenza di brevetto, si raggiungeranno risparmi cumulati superiori a 800 milioni di euro. Sul fronte dei biosimilari, sempre nel primo semestre, le 10 molecole in commercio sul mercato italiano hanno assorbito il 12% dei consumi nazionali, contro l'88% detenuto dai corrispondenti originator, con Valle d'Aosta e Piemonte in testa. Ma, secondo una recentissima analisi elaborata dal centro studi IQVIA il valore del mercato dei principali prodotti biologici che perderanno la protezione brevettuale tra il 2018 e il 2022 ammonta a circa 1 miliardo di euro. Per le sette molecole in questione (adalimumab, trastuzumab, bevacizumab, insulina lispro, ranibizumab, teriparatide, pegfilgrastim), in assenza di competizione da parte di alcun biosimilare si stima nei prossimi cinque anni una spesa cumulata di circa 5,6 miliardi. Durante l'Assemblea, dal presidente di Assogenerici, Enrique Häusermann, è partito un importante appello per far «marciare assieme sostenibilità e solidarietà così da allargare la platea di chi ha accesso alle cure. Sono troppi i cittadini, italiani e stranieri, che rinunciano alle cure o alle prestazioni mediche per problemi di reddito» ha detto. «Per questo nell'Assemblea pubblica di quest'anno abbiamo scelto di mettere assieme il tema della sostenibilità - declinato attraverso le nostre proposte sulla Governance farmaceutica - con il tema della solidarietà, espresso concretamente nel progetto delle "farmacie di strada"».

Da qui l'avvio della sperimentazione di un progetto pilota proposto dall'Istituto di Medicina Solidale Onlus (IMES) e sostenuto da Assogenerici in partnership con la Fondazione Banco Farmaceutico (FBF), l'associazione Banco Farmaceutico Research (BFR) e la Fofi. Il progetto prevede l'apertura per 12 mesi in due dei sei ambulatori di medicina solidale - quello di Tor Bella Monaca e del colonnato del Bernini - la distribuzione di medicinali donati da privati e aziende. Le farmacie funzioneranno indipendentemente ma in stretta connessione con gli ambulatori di strada. Saranno rifornite da Banco Farmaceutico con i medicinali donati da aziende e privati e il flusso dei farmaci in-out sarà registrato e monitorato con sistemi informatizzati. I prodotti saranno dispensati da farmacisti volontari, secondo le prescrizioni mediche rilasciate dagli ambulatori solidali. Obiettivo è anche quello di rendere esportabile ad altre realtà il progetto. Verrà anche realizzato un report epidemiologico e una sorta di prontuario della "Farmacia di strada".

Francesca Giani
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