Diritto

ott172016

Farmacia con dispensari, Tar: con trasferimento, no a rinuncia obbligatoria

In alla decadenza dalla gestione dei dispensari al momento del trasferimento il Tar Lombardia sostiene che la previsione di rinuncia obbligatoria è una contraddizione in termini e la decadenza automatica annuale non trova fondamento normativo

Il titolare di una farmacia, risultando anche aggiudicatario della concessione relativa alla gestione di due dispensari farmaceutici, interessato alla vendita della struttura tenendo in considerazione anche i dispensari e avendo iniziato trattative in tal senso, ha impugnato l'atto regionale che prevede la decadenza dalla gestione dei dispensari al momento del trasferimento della concessione della farmacia e conseguente apertura di una nuova procedura di assegnazione. Il Tar Lombardia, dopo aver richiamato i riferimenti normativi in materia (l. n. 221/68) ha evidenziato che la circolare in questione ha equiparato al caso della rinuncia quella del trasferimento della concessione farmaceutica, che darebbe vita ad una sorta di "rinuncia obbligata", perché il farmacista responsabile del dispensario "è tenuto a comunicare la rinuncia" nel caso di trasferimento dell'azienda farmaceutica principale.

Il trasferimento della farmacia comporterebbe l'amputazione del legame di accessorietà del dispensario alla farmacia, con conseguente ritorno del primo nella disponibilità del Comune. Questa interpretazione è però errata secondo il giudice amministrativo. Infatti è del tutto contraddittorio introdurre una rinuncia obbligatoria e vincolata, in quanto la rinuncia è una manifestazione di volontà a contenuto abdicativo in nulla equiparabile ad una decadenza ex lege. La previsione di una rinuncia obbligatoria è quindi una contraddizione in termini e la decadenza automatica della concessione del dispensario annuale non trova alcun fondamento normativo, neppure regionale. L'attività di distribuzione dei medicinali non è governata esclusivamente dal principio di libera iniziativa economica e di libera concorrenza, ma da un regime concessorio che attribuisce la titolarità del servizio alla pubblica amministrazione, con la conseguenza che il trasferimento dell'impresa è limitato dall'atto concessorio, ma è pur vero che l'amministrazione non può configurare cause di decadenza dalla concessione che non siano previste dalla legge e dallo stesso atto concessorio.

Il dispensario annuale è un accessorio di una farmacia già aperta in altra località, come dimostrato dalla procedura di affidamento, è rilasciato con apposita concessione e non ha carattere di provvisorietà tale da giustificare un riesame della sua esistenza ogni volta che venga trasferita la concessione, essendo tale profilo da valutare in sede di istituzione di nuove farmacie e di revisione delle concessioni dei dispensari. [avv. Rodolfo Pacifico - www.dirittosanitario.net]

Per approfondire TAR Lombardia 06 ottobre 2016 su www.dirittosanitario.net
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