Sanità

feb82016

Farmacia dei servizi, in riforma Ssr Lombardia possibile finanziamento di 30 milioni

Farmacia dei servizi, in riforma Ssr Lombardia possibile finanziamento di 30 milioni
In procinto di approvare la seconda tranche della riforma sanitaria, la Regione Lombardia apre alle 2.714 farmacie lombarde e ventila un investimento da 30 milioni di euro in 3 anni per passare da una medicina della prestazione a una medicina di accompagnamento. L'obiettivo è aggredire il 75% della spesa sanitaria oggi legato all'incremento delle malattie croniche età-correlate: dacché esiste la banca dati assistito che monitora i dati sanitari dei cittadini (circa un lustro), l'incidenza dei malati con una patologia è aumentata del 25% ma quella dei poli-patologici è cresciuta del 200%. In questi giorni, la consulta Federfarma e Fofi presenta in Consiglio regionale un documento congiunto in cui i farmacisti si propongono per l'erogazione di attività di front office per l'orientamento del cittadino nel Ssn, per gli screening oncologici condivisi con i medici, per la valutazione dell'uso del farmaco da parte del cittadino sulla base della prescrizione del mmg, come aiuto nella compilazione della parte di fascicolo sanitario "personale" (taccuino dell'assistito), nonché come poli di riferimento per la dispensazione di prestazioni, ausili e protesica. Per quest'ultima voce ci vorranno passaggi comuni con i medici convenzionati. «Ovviamente occorrerà concordare la definizione dei requisiti minimi e tariffe di rimborso delle prestazioni», ricorda il presidente Federfarma Annarosa Racca in un incontro pubblico con il presidente-assessore Roberto Maroni a Milano. La Regione ha ottenuto da poco l'ok del Ministero della Salute sulla parte istituzionale della riforma, il capitolo - farmacia si discute ora. L'obiettivo è arrivare a giugno con le leggi operative, dopo Maroni potrebbe anche lasciare l'assessorato. Ma intanto, sottolinea, «dobbiamo fare i conti con un contesto in cui le regioni devono sottostare a un ulteriore passivo da 800 milioni di euro: infatti sono chiamate a 1,8 miliardi di spese, di cui metà per la realizzazione dei livelli essenziali di assistenza, a fronte di un solo miliardo ottenuto in più sul Fondo sanitario». Walter Bergamaschi direttore generale sanità e Massimo Garavaglia assessore al bilancio fanno tre esempi di possibile potenziamento delle farmacie, in attuazione dei decreti 16 dicembre 2010 (esami e professionisti collegati alla farmacia) e 8 luglio 2011 (prenotazione di prestazioni specialistiche):

• prenotazione e pagamento della prestazione così che il cittadino, specie se anziano, eviti di fare file nelle strutture subito prima dell'esame ma anche così da imporre che all'esame si presentino tutti, evitando di gonfiare inutilmente le liste d'attesa;

• distribuzione in farmacia dei presidi ai diabetici e contestuale raccolta della glicemia da riportare al medico di base;

• istituzione di centri di servizi ed assistenza informatizzati che ricordino al cittadino di assumere la terapia.

I farmacisti sono pronti a raccogliere la sfida come sottolinea il presidente nazionale Fofi Andrea Mandelli: «La legge 23 lombarda promuove l'eccellenza, e la Federazione, così come ha fatto crescere la farmacia dei servizi (e così come da una nostra proposta viene il Fascicolo elettronico farmaceutico) è pronta alla nuova frontiera, l'aderenza dei pazienti alla terapia».

In Lombardia da sempre c'è collaborazione tra Federfarma e Regione; le piattaforme online lavorano a pieno regime come nel caso della fatturazione elettronica e dell'invio all'Agenzia delle Entrate dei dati per la compilazione del 730 (che in Regione a differenza del resto d'Italia non presentano lacune ndr). Per la piattaforma sulla ricetta elettronica nel 2015 sono transitati 4 milioni di prescrizioni online su 6,5 milioni di ricette totali, mentre sul territorio nazionale ormai 1919 farmacie usano una piattaforma nazionale per la prenotazione di esami e la ricezione di referti. Come si evince dai dati di Gianni Petrosillo, segretario Federfarma Lombardia, i pazienti che afferiscono ai servizi della farmacia hanno caratteristiche di gravità quasi compatibili con quelli che si recano in pronto soccorso. «Gli Ecg refertati in farmacia hanno dato esito patologico nel 18% dei casi e le Holter, nel 33% dei casi hanno riscontrato aritmie maggiori, tanto che nell'8% dei casi il paziente è stato prontamente invitato a rivolgersi a Ps con codice rosso».

Mauro Miserendino
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