Sanità

giu212019

Farmacia e Ctf, Università Salerno revisiona corso di studi: biennio professionalizzante

Farmacia e Ctf, Università Salerno revisiona corso di studi: biennio professionalizzante
Modificare il percorso di studi differenziando un triennio trasversale da un biennio finale professionalizzante che accompagni lo studente verso il mondo del lavoro dotandolo di competenze specifiche e differenziate. Ad annunciare il processo di trasformazione del corso di studi del Dipartimento di Farmacia dell'università di Salerno è il direttore dello stesso Pietro Campiglia. In un'intervista rilasciata a Farmacista33, ha anche spiegato il peculiare metodo per arrivare alla revisione e rimodulazione dell'offerta formativa del Corso di Studio di Farmacia e di Ctf: «Abbiamo deciso di ricorrere a una Consultazione con le Parti Sociali (la prima è in programma oggi, ndr.), invitando a un confronto i portatori di interesse che operano nel mercato del settore e chiedendo, dal loro punto di osservazione, quali conoscenze e competenze andrebbero modificate o introdotte per rendere il corso di studio maggiormente corrispondente alle competenze richieste dal mondo del lavoro. Il processo - spiega Campiglia - necessita di un anno di lavoro e prevede un successivo confronto con gli stakeholder per verificare se le indicazioni ricevute siano state ben tradotte».

Sul fronte dei contenuti, prosegue Campiglia, «l'obiettivo è di prevedere dei curricula che negli ultimi due anni si possano costruire con moduli ad alto contenuto professionalizzante, pensando a percorsi diversi. Per esempio, del farmacista classico che opera in farmacia o con specializzazione in cure domiciliari, aderenza terapeutica, analisi terapeutica, farmaco-economia, o del farmacista che fa ricerca su farmaci con l'uso dell'intelligenza artificiale o che lavora nell'industria per lo sviluppo di nuove terapie. Integrando docenti che provengono dal mondo accademico con quelli che arrivano dal mondo delle aziende. Anche per quanto riguarda le tesi sperimentali, attualmente realizzate all'interno dell'università, intendiamo rivedere che il 50% della sperimentazione si possa fare in aziende».

Il percorso sarà necessariamente condiviso con gli ordini e con Federfarma, precisa il direttore, «resta comunque importante prepararsi al lavoro in farmacia, ma, per esempio, vorremmo spostare il corso di informativa dal primo all'ultimo anno, in modo da formare gli studenti all'uso dei gestionali della farmacia». E conclude: «L'idea è di portare innovazione e competenze specifiche nella preparazione degli studenti al mondo del lavoro, rivedendo anche l'esame di Stato che include ancora l'uso della buretta. E, intervenire solo sul biennio finale ci consentirà, in vista di ulteriori cambiamenti del mercato, di rimodulare l'offerta formativa e ridurre sempre di più il tempo di latenza tra laurea e lavoro».(SZ)
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