Sanità

apr42019

Farmacia ospedaliera, con quadro formativo europeo aumenta standard di pratica e cura

Farmacia ospedaliera, con quadro formativo europeo aumenta standard di pratica e cura

Farmacia Ospedaliera, la formazione comune a livello europeo per garantire elevati standard di pratica e cura è stata oggetto del dibattito al Congresso Europeo della Eahp

Adozione di un quadro di conoscenze comune per la formazione del Farmacista ospedaliero (Common Training Framework-Ctf) e mutuo riconoscimento, tra le nazioni, delle scuole di specializzazione in Farmacia Ospedaliera con la possibilità per gli specializzandi di svolgere esperienze di formazione internazionali in contesti europei. Questi i temi al centro del dibattito del meeting tra il Board dell'Associazione Europea dei Farmacisti Ospedalieri (Eahp), il Gruppo di lavoro 3 di Eahp e le Autorità nazionali di 11 Paesi membri che si è svolto nell'ambito del suo 24° congresso europeo dell'Associazione, a cui ha preso parte anche la Sifo.
Il progetto di formazione comune (Ctf) per la specializzazione in farmacia ospedaliera è un percorso avviato nel 2014 e ha l'obiettivo di "migliorare la qualità, la sicurezza e l'equità di accesso all'assistenza per i pazienti in ogni paese europeo". E cinque sono i vantaggi chiave che comporterebbe, come illustrato da Petr Horák, presidente Eahp: «Il beneficio per il paziente, il miglioramento della mobilità del lavoro e i vantaggi che ne derivano, un punto di riferimento per tutti i paesi europei, uno strumento strategico fondamentale per la realizzazione delle dichiarazioni europee della farmacia ospedaliera e il coronamento di decenni di attività dell'EAHP a favore dei suoi membri. Il quadro Ctf sosterrà quindi l'innalzamento degli standard nella pratica delle farmacie ospedaliere e ne migliorerà la qualità, la sicurezza e l'equità di accesso all'assistenza ai pazienti in ogni paese europeo». L'Associazione ha istituito negli ultimi anni alcuni gruppi di lavoro guidati da un comitato direttivo e li ha incaricati della costruzione di un quadro di formazione comune per far avanzare la mobilità del lavoro per i farmacisti ospedalieri e per stabilire un punto di riferimento europeo per la specializzazione a farmacista ospedaliero. Uno di questi (Working group 2) ha realizzato con il coordinamento del past-President Eahp Roberto Frontini, un sondaggio europeo sulla mobilità dal quale si registra che complessivamente, l'85% dei farmacisti ospedalieri e dei direttori di farmacia ospedaliera, sostengono l'importanza della creazione di un quadro di formazione comune per la specializzazione in farmacia ospedaliera. Secondo i farmacisti ospedalieri, i principali benefici ottenuti dalla creazione di un nuovo strumento per il riconoscimento automatico della specializzazione transfrontaliera in farmacia sarebbero: sviluppo professionale, facilitazione dello scambio di competenze, standardizzazione della qualità dell'istruzione e maggiori opportunità di mobilità.
Il meeting di Barcellona 2019 ha indicato le direzioni di lavoro dei Working group per il prossimo periodo. In particolare, il gruppo di lavoro Ctf 3, ha illustrato Maria Grazia Cattaneo, membro del WG3, ha il compito di lavorare a stretto contatto con le società scientifiche nazionali associate (tra cui Sifo), per discutere di Ctf e mantenere informate le autorità nazionali competenti dell'avanzamento del progetto e del quadro finale. Inoltre, i membri di questo Gruppo di lavoro stanno lavorando per aggiornare regolarmente il sito web del Ctf e creare altri materiali informativi utili.
Per concludere, Piera Polidori, che rappresenta la Sifo quale membro del board Eahp e Director of Education, Science and Research della Società europea, ha sottolineato che «la Società europea dei farmacisti ospedalieri ritiene che vi sia un chiaro vantaggio per i sistemi sanitari e per i pazienti aumentando e migliorando lo scambio di informazioni e competenze».
Al termine dei lavori di Barcellona, la Presidente di Sifo Simona Serao Creazzola, ha affermato che «il prossimo ulteriore importante passo è far sì che le Autorità nazionali - per l'Italia, il Miur - registrino la Scuola di specializzazione in Farmacia Ospedaliera nel Regulate Professions Database della Commissione Europea, così che l'iter di riconoscimento possa procedere in modo efficace, a beneficio ultimo dei pazienti».
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