Sanità

dic122019

Farmacia servizi, in Manovra emendamento su estensione a tutte le Regioni e per più tempo

Farmacia servizi, in Manovra emendamento su estensione a tutte le Regioni e per più tempo

Emendamento per prolungare la sperimentazione della farmacia dei servizi di un altro biennio ed estenderla a tutte le Regioni con una integrazione di risorse, pari a 25,3 milioni di euro

Prolungare la sperimentazione della farmacia dei servizi di un altro biennio (2021 e 2022) ed estenderla, per quel periodo, a tutte le Regioni - ora sono nove quelle coinvolte -, così come avevano richiesto le Regioni -, con una integrazione di risorse, pari a 25,3 milioni di euro, da ricavare dalle risorse vincolate del fondo sanitario. La previsione è al centro di un emendamento che era stato annunciato ieri da Roberto Speranza, ministro della Salute, nel corso della conferenza stampa sul Rapporto Pit Salute, e presentato nella seduta di ieri della Commissione Bilancio del Senato che, dopo una maratona di 14 ore, ha dato il via libera alla Manovra. Ora, secondo il timing che al momento sembra emergere dal sito del Senato, «il provvedimento è atteso oggi in Assemblea per essere discusso fino alle 24, con seguito dell'esame domani». Occorrerà ora vedere i prossimi aggiornamenti.


Speranza: farmacia dei servizi va potenziata

Obiettivo del ministro Speranza è quello di potenziare la farmacia dei servizi e secondo quanto prevede l'emendamento (all'articolo 55), come si legge sul sito del Senato, «la sperimentazione è prorogata al biennio 2021-2022 per le regioni individuate ed estesa, per il medesimo periodo, alle restanti regioni a statuto ordinario. Allo scopo di consentire la proroga nonché l'estensione della sperimentazione delle prestazioni e delle funzioni assistenziali di cui al comma 406-bis, è autorizzata la spesa di 25,3 milioni di euro per gli anni 2021 e 2022, a valere sulle risorse» vincolate del fondo sanitario. Inoltre, con una modifica «all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3 ottobre 2009, n. 153» si prevede «la possibilità di usufruire presso le farmacie, in collaborazione con i medici di medicina generale e con i pediatri di libera scelta e comunque nel rispetto di prescrizioni mediche, di un servizio di accesso personalizzato ai farmaci», «in attuazione del piano nazionale della cronicità» e «al fine di favorire la presa in cura dei pazienti cronici e di concorrere all'efficientamento della rete dei servizi».
A tal fine, continua il testo, «attraverso le procedure della ricetta elettronica, i medici di base che effettuano le prescrizioni possono intrattenere ogni forma di collaborazione con le farmacie prescelte dal paziente per l'erogazione dei servizi, anche attraverso le funzionalità del dossier farmaceutico. Le farmacie, quanto alle prestazioni e ai servizi erogati dalla presente lettera, forniscono ai pazienti interessati ogni utile e completa informazione sulle cure prestate e sulle modalità di conservazione e assunzione personalizzata dei farmaci prescritti. Informano periodicamente, e ogni volta risulti necessario, il medico di medicina generale e il pediatra di libera scelta o il medico prescrittore sulla regolarità o meno dell'assunzione dei farmaci o su ogni altra notizia reputata utile ivi compresa la necessità di rinnovo delle prescrizioni di farmaci per garantire l'aderenza alla terapia».


Gli step della sperimentazione

Intanto, in una circolare di Federfarma di settimana scorsa, sono state ricapitolate le attività che le Associazioni devono mettere in campo per l'attuazione delle "Linee di indirizzo", con un focus anche sull'iter. Primo step è il recepimento da parte delle Regioni dell'Accordo Stato Regioni sulle linee di indirizzo del 17 ottobre, «entro 30 giorni dalla approvazione e quindi entro il 16 novembre» anche se all'appello ne manca ancora la maggior parte. «L'avvio della sperimentazione dovrà poi essere preceduto dalla redazione, da parte delle Regioni, di un Cronoprogramma, concordato con le Unioni regionali, all'interno del quale dovranno essere presenti tutti gli elementi utili a valutare le modalità attuative della sperimentazione. Le Regioni invieranno il cronoprogramma al Ministero della salute entro trenta giorni dal recepimento dell'accordo in sede regionale. Solo successivamente all'approvazione del Cronoprogramma da parte di due Organismi già individuati dalle Linee di indirizzo - il Comitato paritetico e il Tavolo tecnico sarà possibile l'erogazione dei fondi». Inoltre, «i servizi oggetto della sperimentazione sono "avviati esclusivamente sulla base di specifici protocolli stipulati tra Federfarma, FOFI, e Regioni, in base alle linee di indirizzo."
Tali protocolli, dovranno disciplinare, sulla base dei criteri indicati nelle Linee di indirizzo e nel Cronoprogramma, il quantum della remunerazione, le modalità di pagamento e gli impegni delle farmacie, le modalità di attuazione delle attività, l'individuazione delle piattaforme informatiche dedicate, il flusso e la valorizzazione dei dati ed il loro monitoraggio, anche tenuto conto del quadro normativo di riferimento in materia di tutela della privacy». Per quanto riguarda i fondi, come si ricorderà, sono erogati dal Ministero della salute in tre tranche: «una prima quota, pari al 20%, dopo la valutazione positiva del Cronoprogramma regionale da parte del Comitato paritetico e del Tavolo tecnico; una seconda quota del 40% alla realizzazione del 50% delle attività previste nel Cronoprogramma, illustrate in una relazione intermedia dettagliata, successivamente al parere positivo del Comitato paritetico e del Tavolo tecnico; un'ultima quota del 40% dopo l'approvazione della relazione finale da parte del Comitato paritetico e del Tavolo tecnico.


Mandelli: farmacia dei servizi è ultima possibilità

E sull'operatività, tre giorni fa, da Andrea Mandelli, presidente Fofi, come riferisce l'house organ, è stata inviata una lettera aperta ai presidenti degli Ordini provinciali con un richiamo «sull'imminente avvio della sperimentazione della farmacia dei servizi», considerata «una svolta epocale che coinvolgerà la comunità professionale, con il riconoscimento istituzionale di un ruolo sanitario rilevante per i Farmacisti e per la Farmacia italiana, da cui deriveranno anche importanti traguardi economici, intesi come remunerazione delle prestazioni professionali rese al cittadino». Ma, attenzione: «questa è l'ultima possibilità di sottrarre la farmacia italiana a un declino inevitabile di cui vediamo da tempo i segnali. O ampliamo il nostro ruolo professionale aumentando il livello della percezione sociale, dimostrando di saper essere utili nei nuovi processi di tutela della salute e operando come il punto di ingresso al Servizio sanitario nazionale o saremo costretti ben presto a competere, con attori molto più attrezzati di noi, per mantenere una funzione puramente logistica nell'ambito della dispensazione di prodotti maturi. Se si fallisce questa prova non ci sarà possibilità di riportare l'innovazione farmacologica sul territorio, non sarà possibile spostare la competizione dal piano del prezzo a quello della professionalità e della competenza. Non ci sarà più spazio, in breve, per la farmacia impresa professionale e per il farmacista professionista della salute a tutti gli effetti».

Francesca Giani


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