Sanità

feb52020

Farmacia servizi, Petrosillo: un'occasione unica per la nostra categoria

Farmacia servizi, Petrosillo: un’occasione unica per la nostra categoria

Farmacia dei servizi, due anni per realizzare la scommessa. Intervista a Gianni Petrosillo: un'occasione unica per la nostra categoria

Dal 2000 si parla di trasformare in "presidio del Ssn" una farmacia territoriale che non può più reggersi sul solo fatturato delle ricette "rosse" e di remunerare il valore aggiunto dell'atto professionale del farmacista. Ora ci sono due anni per realizzare la scommessa della Farmacia dei servizi secondo linee guida redatte da un gruppo di lavoro del ministero della Salute: un "disciplinare" cui hanno collaborato, tra gli altri, Fofi, Federfarma, Utifar, oltre che medici, infermieri, Cittadinanzattiva e rappresentanti di Regioni e ministero della Salute. Al Tavolo era presente anche Gianni Petrosillo, presidente Federfarma Bergamo, in un'intervista a Punto Effe (n. 1, 2020) ha illustrato realizzazioni e prospettive del progetto. Eccone un estratto.

Dottor Petrosillo, come si arriverà ad arruolare i pazienti in ogni Regione?

Prima bisognerà ottenere l'adesione delle farmacie. Andrà avviata una formazione indirizzata ai servizi specifici in accordo tra Ordine e sindacato, e andrà anche valutata la scala di priorità con cui far partire ogni singolo servizio sperimentale, dal meno costoso ai più impegnativi come servizi cognitivi e telemedicina. La Fofi lavora a una formazione a distanza da pubblicare online a inizio 2020, ma prima ancora dovremo organizzare serate di informazione a livello provinciale per tutte le farmacie. Sulla base delle adesioni saranno quindi assegnati i servizi alle singole farmacie, in modo che tutti siano sperimentati e siano rappresentate tutte le tipologie di territorio e di farmacia. Alle farmacie toccherà quindi arruolare i cittadini, in base al numero di prestazioni per ogni servizio a essa affidato e seguendo specifici protocolli di attuazione che seguiranno quanto prescritto nelle linee guida.

Quali di questi servizi a suo avviso è il più urgente da offrire?

La gestione della cronicità è la criticità maggiore. Le linee guida per la maggior parte sono dedicate proprio ai servizi cognitivi per gestire i pazienti cronici: monitoraggio dell'aderenza dei pazienti ipertesi e con Bpco, ricognizione e riconciliazione. Ci sono poi addentellati di enorme importanza sul diabete, come il monitoraggio del paziente diabetico, mediante l'affidamento alla farmacia del ruolo di verifica di adesione alla terapia e del compito di svolgere attività di prevenzione con procedure mirate all'individuazione del livello di rischio diabete. L'attivazione del Fascicolo elettronico è fondamentale per renderlo consultabile da tutti gli operatori della filiera che ha in cura il paziente. Obiettivo delle linee guida è non solo agevolarne l'attivazione, ma anche permettere al farmacista la consultazione della parte farmaceutica (il dossier farmaceutico) e la scrittura, nella parte dedicata ai farmaci di automedicazione e delle vendite private (il taccuino). Infine, le prestazioni analitiche di prima istanza saranno organizzate come servizi di preferenza indirizzati a utenti che vivono lontani da grandi centri diagnostici o pazienti fragili con difficoltà ad accedere alle strutture sanitarie.

Quando vedremo i servizi concretamente attivi, almeno nelle nove Regioni "capofila"?

Il 2020 sarà anno cruciale. Federfarma e Fofi hanno già organizzato due incontri a Roma con i presidenti regionali di Federfarma e con i referenti regionali degli Ordini dei farmacisti. Ai dirigenti abbiamo fornito tutte le informazioni per un'efficace interlocuzione, sia con le Regioni sia con le farmacie. Per queste ultime, prima ancora della formazione, saranno opportuni adeguati incontri informativi, una "chiamata a raccolta" per motivare la categoria prima di entrare nei dettagli tecnici; successivamente si entrerà nel vivo dei protocolli.
Convenzione in arrivo dopo vent'anni: quale impatto? Abbiamo già spiegato come la sperimentazione sia strettamente legata alla Convenzione, in quanto rappresenta la fase propedeutica al convenzionamento dei servizi, in altre parole gli auspicati risultati positivi avranno una ricaduta immediata nella convenzione. In assoluto, non è facile rimettere insieme pezzi che in questi due decenni ci eravamo persi, proprio perché è mancato il rinnovo della Convenzione in un periodo di profondi cambiamenti, come l'avvio della ricetta dematerializzata, la Legge 405. In mancanza di un "contratto nazionale aggiornato", la farmacia territoriale ha subìto una vera e propria rivoluzione, senza una adeguata concertazione centrale. Ora il tavolo è chiamato a restituire coerenza a un quadro di frammentazione. Con la controparte, stiamo cercando ove possibile una ricomposizione, trovando una buona interlocuzione e, anche per i servizi, stiamo affrontando i temi dell'uniformità nazionale, per esempio sui requisiti igienici e strutturali e sui criteri di remunerazione delle relative prestazioni.

Mauro Miserendino
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