Sanità

mag192017

Farmacia sociale, dalla Sicilia il progetto che contrasta la povertà sanitaria

Farmacia sociale, dalla Sicilia il progetto che contrasta la povertà sanitaria
«Grazie ai protocolli d'intesa siglati con i vari Comuni, le famiglie con reddito Isee inferiore a cinquemila euro possono finalmente acquistare i farmaci di fascia C con una riduzione del 70%. Il 10% è a carico della farmacia, mentre il 60% lo copre il fondo comunale». È con queste parole che la presidente di Federfarma Caltanissetta, Mariella Ippolito, racconta a Farmacista33 il progetto "Farmacia sociale" che ha proprio l'obiettivo di alleggerire le famiglie più bisognose dall'acquisto dei farmaci e ridurre la povertà sanitaria. Prima Caltanissetta, poi San Cataldo, Gela e Delia. Sono questi i Comuni che hanno condiviso il progetto e nei quali il servizio è già operativo.

«È un sistema che funziona e per questo sta anche uscendo dalla Sicilia per sbarcare in Puglia e Piemonte», assicura Ippolito. E alla vigilia delle elezioni di Federfarma in cui la compagine di "Farmacia Futura", guidata da Marco Cossolo e Silvia Pagliacci, si contrappone all'attuale dirigenza, Mariella Ippolito precisa di avere molti punti in comune con i colleghi che propongono l'alternativa. «La base che io rappresento anche per le rurali - assicura Ippolito - ritiene che "Farmacia futura" possa portare avanti concretamente il giusto modo di intendere la farmacia del domani: come presidio del Ssn e come promulgatrice di socialità». Ma la presidente di Federfarma Caltanissetta ci tiene anche a precisare che in questa idea di farmacia è racchiuso un vecchio concetto che sottolinea il ruolo etico della farmacia che è «sorella della medicina e non figlia del commercio».
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