Sanità

nov32016

Farmacie a porte aperte di notte in E. Romagna, Lega Nord: obbligo assurdo e pericoloso

Farmacie a porte aperte di notte in E. Romagna, Lega Nord: obbligo assurdo e pericoloso
«Costringere le farmacie a tenere le porte aperte di notte, nei piccoli paesi, come nelle comunità montane, rappresenta un'assurdità e un assist servito alla microcriminalità». Queste le ragioni alla base del progetto di legge presentato in Assemblea legislativa, i consiglieri Gabriele Delmonte e Massimiliano Pompignoli, (Lega Nord) firmatari del testo proposto, stando a quanto si legge in una comunicazione del partito.
L'obiettivo è modificare le norme regionali che regolano l'organizzazione degli esercizi farmaceutici, approvate lo scorso 1° marzo ma che, sottolineano i due consiglieri, «hanno sollevato non poche perplessità da parte degli stessi farmacisti. In passato» precisano «il farmacista era reperibile dai cittadini, ma non aveva l'obbligo sancito ora dalla norma di tenere le porte del negozio aperte. Norma per giunta congelata da una delibera (la numero 683 dello scorso 16 maggio), che ha fatto slittare l'applicazione dei nuovi obblighi previsti dall'articolo 13 della legge, al prossimo 1° di gennaio».

«In una grande città - osservano Delmonte e Pompignoli - il provvedimento sulle "porte aperte" potrebbe avere una logica, per via del flusso di clienti che entrano di continuo nelle farmacie "metropolitane", ma in un paesino di campagna o in una comunità montana, dove forse potrebbero arrivare due o tre pazienti ad acquistare farmaci, non si capisce la logica di tenere il farmacista inchiodato al banco per tutto il turno serale o notturno».
Se prima la possibilità di tenere i "battenti aperti" o "chiusi" era lasciata alla discrezione del farmacista, ora l'obbligo di apertura - fatta salva la possibilità di appellarsi a deroghe del sindaco - ha creato «più di qualche malumore, anche nelle associazioni di categoria ed espone le farmacie al rischio di essere preda della microcriminalità», dicono dalla Lega Nord, che presentò in aula un emendamento bocciato dal Pd.
Ora, si apprende dalla nota, un nuovo progetto di legge è stato depositato con l'intento di modificare la norma nei commi 5 e 6 dell'articolo 13. «Ci auguriamo - conclude il capogruppo regionale leghista, Alan Fabbri - che la Giunta abbia il buon senso di accogliere le nostre proposte migliorative».

Simona Zazzetta
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